Clessidra gigante in vetro trasparente, leggermente inclinata a destra, appoggiata su una nuvola soffice in un cielo notturno stellato. All'interno del bulbo superiore, un giovane uomo dorme serenamente supino, indossando un pigiama a righe blu e bianche, con la testa su un cuscino bianco. Sabbia argentea e luminosa scorre verso il basso. Nel bulbo inferiore, un uomo anziano dorme nella stessa posizione, con lo stesso pigiama ma consumato e spiegazzato, corpo più magro e incurvato, pelle rugosa e capelli grigi. La sabbia luminescente lo ha già coperto fino alla vita, con granelli sospesi nell'aria nell'istante preciso in cui cadono. L'atmosfera è sognante, poetica e contemplativa. Illustrazione digitale iperrealistica con luce lunare che illumina il lato sinistro del vetro. Immagine che simboleggia il legame tra sonno e invecchiamento, ispirata a uno studio scientifico che collega dormire troppo o troppo poco a un invecchiamento accelerato del corpo.

Dormi troppo o poco? Secondo un recente studio, potresti invecchiare prima

martedì 25 agosto 2026 ore 17:12

Partiamo da una domanda che (ammettiamolo) ci facciamo un po' tutti verso mezzanotte, col telefono in mano e gli occhi che bruciano: quante ore dovrei dormire davvero? Non "quante ore vorrei", eh.

Un nuovo studio pubblicato su Nature (Sleep chart of biological ageing clocks in middle and late life) a maggio 2026, coordinato da Junhao Wen della Columbia University, prova a darci una risposta. E la risposta, colpisce! Non perché sia sorprendente di per sé (insomma, che il sonno conti lo sapevamo), ma per la scala della ricerca. Quasi mezzo milione di persone della UK Biobank, analizzate con 23 diversi "orologi biologici".

Cosa sono questi orologi biologici (e perché contano)

Facciamo un passo indietro, perché il termine suona complicato ma il concetto no. Un orologio biologico, in questo contesto, non è quello che regola sonno-veglia. È un modello matematico che guarda dei segnali nel corpo (proteine nel sangue, immagini di risonanza magnetica, molecole del metabolismo) e stima quanti anni "ha" davvero un organo del nostro corpo. Un cuore può avere 50 anni sulla carta e comportarsi come se ne avesse 60. Succede, purtroppo.

I ricercatori ne hanno usati 23, applicati a 17 sistemi diversi del corpo. Cervello, cuore, polmoni, fegato, sistema immunitario… e li hanno messi a confronto con quante ore di sonno dichiaravano i partecipanti.

Il risultato? Una curva a U. In sostanza, chi dorme troppo poco invecchia più veloce, chi dorme troppo pure, e nel mezzo c'è una zona tranquilla. Tra le 6,4 e le 7,8 ore, per essere precisi, con qualche variazione tra uomini e donne e da organo a organo. 

Cos'è la UK Biobank
È una delle più grandi banche dati biomediche al mondo, con informazioni genetiche, cliniche e di stile di vita su oltre 500.000 persone nel Regno Unito, reclutate tra il 2006 e il 2010. Viene usata da migliaia di ricercatori per studi su malattie croniche, invecchiamento, genetica. Il fatto che uno studio si appoggi a questi numeri gli dà un peso statistico enorme, difficile da replicare con campioni piccoli. Non è un dettaglio da poco.


Non solo cervello. Un problema che tocca tutto il corpo

Qui la ricerca fa un balzo in avanti rispetto a quello che sapevamo già. Studi precedenti avevano legato il sonno soprattutto al cervello, alla memoria, al rischio di demenza. Questo lavoro invece mostra che nove dei ventitré orologi biologici testati mostravano quella stessa curva a U.
Cuore, polmoni, sistema immunitario… tutti coinvolti.

E le malattie collegate? Tante, più di quanto ci si possa aspettare. Sonno corto e depressione, ansia. Obesità, diabete di tipo 2, ipertensione, aritmie. Anche broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma, sia per chi dorme poco che per chi dorme troppo. Gastrite, reflusso. Lo studio ha pure trovato correlazioni genetiche con oltre 500 patologie diverse, e un legame con il rischio di mortalità generale… penso che possano anche bastare, altrimenti ci deprimiamo troppo. Il succo di tutto ciò è che il sonno non è un dettaglio isolato, è una specie di centralina che parla con tutto il corpo.

La depressione in età avanzata
Una parte molto interessante dello studio riguarda la depressione negli anziani. Attraverso modelli di analisi ampiamente riconosciuti, il team ha provato a capire se fosse il sonno a influenzare la depressione o viceversa. Il risultato parziale, ma affascinante. Chi dorme poco sembra avere un legame più diretto con la depressione, mentre chi dorme troppo la svilupperebbe attraverso percorsi legati all'invecchiamento del cervello e del tessuto adiposo. Due strade diverse, stesso punto d'arrivo.


Riflessioni conclusive

È bene sottolineare che questo studio è osservazionale. Non dimostra che dormire poco causi l'invecchiamento, ma dimostra l’esistenza di un'associazione forte. Magari chi dorme male ha già qualche problema di salute che disturba anche il sonno. La causa e l'effetto, qui, restano intrecciati.

Detto questo, un messaggio pratico c'è, ed è abbastanza semplice da ricordare: puntare a una finestra di sonno regolare, grosso modo tra le 6 e le 8 ore, sembra la scelta più sensata secondo i dati attuali. Non serve rincorrere le ore "perfette" lette su qualche articolo, né vantarsi di reggere con sole 4 ore di sonno. Il corpo, a quanto pare, tiene il conto comunque.


La Redazione di Obiettivo in Salute


Fonte scientifica

The MULTI Consortium, O’Toole, C. K., Song, Z., Anagnostakis, F., Yang, Z., Tian, Y. E., ... & Wen, J. (2026).
Sleep chart of biological ageing clocks in middle and late life. 
Nature.
https://www.nature.com/articles/s4...

Image

Obiettivo In Salute è un il portale dedicato alla salute, alla prevenzione e al benessere.  Ricco di News, articoli specialistici e consigli utili per migliorare il proprio stile di vita. Questo Sito Internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Ultimi Articoli

Menu