giovedì 20 agosto 2026 ore 18:41
Quella tazzina che ti bevi ogni mattina, appena sveglio, prima ancora di guardare il telefono... fa solo compagnia alla sveglia o c'entra qualcosa, anche, con la salute fisica? Un gruppo di ricercatori finlandesi si è messo a scavare proprio su questo, e i risultati, devo dire, sono molto interessanti.
Lo studio, condotto da un team guidato da Luca Verroest, dell’Università di Oulu e pubblicato sull'European Journal of Nutrition, si è incentrato sull’analisi dei dati di 2.264 persone, tutte di 46 anni, iscritte a un progetto chiamato Northern Finland Birth Cohort 1966. In pratica, hanno confrontato quanto caffè bevevano abitualmente questi adulti con la loro composizione corporea, i valori del sangue e gli ormoni sessuali.
Un punto rilevante della ricerca, sottolinea che i soggetti grandi bevitori di caffè avevano meno grasso corporeo totale, meno grasso viscerale (quello pericoloso, che si accumula intorno agli organi) e più massa muscolare. Il bello è che il BMI, cioè l'indice di massa corporea, era praticamente identico tra chi beveva più caffè e chi ne beveva poco o niente.
Cosa significa? Due persone possono pesare uguale, avere lo stesso BMI sul referto, e nascondere dentro una composizione corporea completamente diversa. Ed è proprio questo il punto più utile dello studio, al di là del caffè in sé: il peso, da solo, racconta poco.
Nel campione quasi tutti bevevano caffè, solo 70 persone su 2.264 hanno dichiarato di non toccarlo mai (la Finlandia è il paese con il consumo pro capite di caffè più alto al mondo, circa 12 kg all'anno a persona...). Gli altri sono stati divisi in tre gruppi, consumo basso, moderato e alto.
C'è, poi, un dato meno "instagrammabile" (come dicono quelli bravi), ma assai importante dal punto di vista clinico. Nei bevitori abituali di caffè, uomini e donne, i livelli di alcuni aminoacidi ramificati (i famosi BCAA, quelli che tanto piacciono a chi va in palestra) risultavano associati a livelli più bassi nel sangue. Perché è importante? Perché, quando questi aminoacidi restano cronicamente alti, in passato sono stati collegati a insulino-resistenza e a un rischio maggiore di sviluppare diabete di tipo 2.
Negli uomini, in particolare, un consumo maggiore di caffè si associava anche a un'insulina a digiuno più bassa e a una sensibilità insulinica migliore. Nelle donne le associazioni metaboliche erano più deboli, forse anche per differenze ormonali di base, ma su questo i ricercatori restano cauti.
Ed eccoci alla parte più curiosa, quella ormonale. Negli uomini, un consumo maggiore di caffè era legato a livelli più alti di testosterone totale e di testosterone biodisponibile, oltre a una SHBG più elevata (tra un attimo spiego cos'è, tranquillo). Fin qui, sembra tutto un gran bel titolo da clickbait (sempre detto da quelli bravi), "il caffè alza il testosterone!". Peccato che, guardando meglio, il testosterone libero e l'indice androgenico libero risultassero, invece, leggermente più bassi.
Il caffè non fa semplicemente salire il testosterone, come si potrebbe pensare. Il quadro è più complesso e, onestamente, anche gli autori dello studio lo ammettono.
Nelle donne il discorso cambia ancora. L'unica associazione chiara riguardava un aumento della SHBG e una riduzione degli androgeni liberi, mentre il testosterone totale non sembrava cambiare granché. Insomma, un effetto diverso, più contenuto, e comunque non paragonabile a quello osservato negli uomini.
Va precisato che questo è uno studio osservazionale. Significa che i ricercatori hanno fotografato una situazione, non hanno fatto bere caffè a metà campione e niente all'altra metà per vedere cosa succedeva. Quindi, non possiamo dire che il caffè genera meno grasso o più muscoli. Magari, chi beve più caffè ha anche altre abitudini più sane, si muove di più, dorme meglio, chissà…
Lo stesso Verroest lo dice chiaramente: “sappiamo ancora sorprendentemente poco su come il caffè interagisca davvero con metabolismo e ormoni, nonostante lo beviamo tutti i giorni, ovunque nel mondo”. Il team sta già lavorando su modelli animali per capire quali composti del caffè potrebbero essere coinvolti, con l'obiettivo, un giorno, di arrivare a veri studi di intervento sull'uomo. Ci vorrà tempo, e onestamente è giusto così! Sulla salute meglio andarci piano, prima di trarre conclusioni definitive.
Non è che da domani devi triplicare le tazzine sperando in un fisico da bodybuilder, sia chiaro. Ma se già sei bevitore abituale di caffè (quello vero, senza chili di zucchero e panna dentro, per carità), questi risultati vanno un po' nella direzione di quello che la scienza sospettava da tempo, e cioè che il caffè, dentro un'alimentazione equilibrata, non sembra essere il nemico che a volte viene dipinto.
Restano aperte tante domande. Quanto conta la quantità di caffeina rispetto agli altri composti presenti nel caffè? Cambia qualcosa tra espresso, filtrato o solubile? E soprattutto, cosa succede a lungo termine? Per ora goditi il tuo caffè con più curiosità, ma senza aspettarti miracoli.
La Redazione di Obiettivo in Salute
Fonti
Studio scientifico:
Verroest, L. et al. (2026).
Associations of habitual coffee intake with testosterone and cardiometabolic markers: the Northern Finland birth cohort 1966 study.
European Journal of Nutrition.
https://link.springer.com/article/10.100...
Comunicato stampa ufficiale:
Study links coffee consumption to metabolic health and sex hormones (13 Agosto 2026).
University of Oulu.
https://www.oulu.fi/en/news/study-links...
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