Una bellissima donna incinta, dai capelli biondi, si sottopone a un'ecografia durante la gravidanza.

Aggiornate linee guida per la gravidanza. Ecografia nel primo trimestre

giovedì 05 marzo 2026 ore 14:28

Sai quella sensazione quando aspetti un bambino e ti ritrovi sommersa di appuntamenti, esami, controlli… e non sai più bene quale sia davvero necessario? Ecco, l'Istituto Superiore di Sanità ha deciso di fare un po' di chiarezza.

Le nuove linee guida sulla "Gravidanza fisiologica" sono arrivate, e portano con sé alcune novità che meritano di essere raccontate bene, senza tecnicismi inutili e senza allarmismi.

L'ecografia al primo trimestre diventa ufficiale

Fino a poco tempo fa, il percorso standard prevedeva l'ecografia principalmente nel secondo trimestre. Adesso le cose cambiano. Le nuove indicazioni dell'ISS raccomandano l'ecografia già nel primo trimestre di gravidanza, cioè entro le prime dodici settimane circa.

Perché è importante? Perché prima si individua un'eventuale malformazione fetale, più opzioni ha la famiglia. Insomma, non si tratta solo di "stare tranquilli" prima… si tratta di avere tempo. Tempo per valutare terapie intrauterine, per scegliere una struttura ospedaliera attrezzata per le esigenze del neonato, per prepararsi emotivamente e praticamente a quello che verrà.

E non è tutto. Sempre nel primo trimestre, viene ora raccomandata anche la possibilità di fare lo screening per le anomalie cromosomiche più comuni, la sindrome di Down in primis. Si può fare tramite il test combinato, oppure tramite il test del DNA fetale. La cosa interessante è che questa offerta vale per tutte le donne, indipendentemente dall'età. Prima c'era questa idea che il rischio aumentasse solo "dopo i 35 anni"… e invece no, la scienza ci dice che è giusto offrirlo a tutte.

Cos'è il test del DNA fetale?
Si chiama anche NIPT (Non-Invasive Prenatal Testing) ed è un esame del sangue materno che analizza frammenti di DNA del feto circolanti nel sangue della mamma. È non invasivo, quindi non comporta rischi per il feto come invece l'amniocentesi. Rileva, con alta precisione, anomalie cromosomiche come la trisomia 21 (sindrome di Down), la 18 e la 13. Non è un esame diagnostico definitivo, ma uno screening molto accurato. Disponibile già dalla decima settimana di gravidanza.


E il terzo trimestre? Qui arriva la svolta 

L'ecografia nel terzo trimestre, quella che molte future mamme fanno quasi per abitudine verso la fine della gravidanza, non è più raccomandata di routine.

Chiaro, se il medico la ritiene necessaria per ragioni cliniche specifiche, si fa. Ma come pratica standard, no.

In Italia siamo abituati a fare più esami, non meno. E, invece, qui si dice chiaramente: fare più ecografie dell’indispensabile non è necessariamente meglio.

A dirlo è Serena Donati, responsabile scientifica dell'aggiornamento delle linee guida, con parole che vale la pena tenere a mente: "non tutto ciò che è tecnicamente possibile è clinicamente appropriato, e non tutto ciò che rassicura è realmente necessario".

In Italia si fanno, in media, sei ecografie per gravidanza. Le linee guida internazionali ne raccomandano molte di meno. E questo vale sia per le gravidanze fisiologiche (cioè quelle senza complicazioni) che per quelle a rischio (gravidanze patologiche). Il che è, diciamolo, un po' assurdo.

Linee guida GRADE
Il documento dell'ISS è stato costruito seguendo il metodo GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), uno standard internazionale per valutare la qualità delle prove scientifiche. In pratica, ogni raccomandazione clinica viene associata al livello di evidenza che la supporta. Non è un'opinione, insomma. È scienza vagliata. Il panel di esperti ha risposto a ben 97 quesiti clinici specifici, e per ognuno ha elaborato raccomandazioni basate su revisioni sistematiche della letteratura medica.


La misura fondo-sinfisi. Piccola, ma importante

C'è un'altra novità che vale la pena menzionare, anche se è meno "spettacolare" delle altre. A partire dalla ventiquattresima settimana (cioè circa dal sesto mese), le nuove linee guida raccomandano di misurare la distanza tra il fondo dell'utero e la sinfisi pubica ad ogni visita di controllo.

È una misurazione semplice, si fa con un metro da sarta, e serve a monitorare la crescita del bambino. In molti Paesi questa pratica è già consolidata da anni. In Italia era meno diffusa. Adesso diventa standard.

 

Una bella donna incinta, dai capelli biondi, si fa misurare il fondo-sinfisi nell'ambulatorio di un medico

 

Non è un'alternativa all'ecografia in senso stretto… è uno strumento in più, complementare, che consente al medico o all'ostetrica di avere un'idea dell'andamento della crescita fetale senza necessariamente ricorrere ogni volta a un esame strumentale.

Più qualità, non più quantità

L'obiettivo delle nuove linee guida è ridurre la variabilità ingiustificata nelle pratiche cliniche. Tradotto: non tutte le donne in Italia ricevono lo stesso standard di cure, e spesso si fanno esami in eccesso in alcuni contesti e in difetto in altri. Le linee guida servono proprio a livellare questo divario.

Come dice ancora Serena Donati: "le linee guida rappresentano una bussola per garantire qualità dell'assistenza, equità di accesso alle cure e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale".

Insomma, non si tratta di risparmiare a tutti i costi. Si tratta di fare le cose giuste, al momento giusto, per le persone giuste.

Da dove vengono queste linee guida?
Il Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell'ISS pubblica la prima versione della linea guida "Gravidanza fisiologica" nel lontano 2010. Da allora la ricerca è andata avanti, le tecnologie diagnostiche sono cambiate (il DNA fetale non era nemmeno accessibile come oggi), e le conoscenze cliniche si sono aggiornate. Questo aggiornamento è la terza parte di una revisione complessiva del documento originale. È stato presentato in un webinar aperto a oltre 800 professionisti sanitari, a testimonianza di quanto sia un tema sentito anche tra medici e ostetriche.


Riflessioni conclusive. Cosa cambia nella pratica, per te che aspetti un bambino

In modo pratico, ecco cosa sapere se sei incinta o stai pianificando una gravidanza:

  • l'ecografia del primo trimestre è raccomandata e fondamentale. Falla, è utile davvero;
  • lo screening per le anomalie cromosomiche (test combinato o DNA fetale) è offerto a tutte, chiedilo al tuo medico anche se hai meno di 35 anni;
  • l'ecografia morfologica del secondo trimestre rimane confermata come raccomandata;
  • l'ecografia del terzo trimestre non è di routine, ma se il tuo ginecologo la ritiene necessaria, ha le sue ragioni;
  • la misura fondo-sinfisi diventerà parte delle visite di controllo standard a partire dal sesto mese.

E soprattutto, non esitare a chiedere spiegazioni. Il counselling informativo, cioè il momento in cui il medico ti spiega perché un esame viene fatto o non fatto, è parte integrante di una buona assistenza prenatale. Se non ti spiegano nulla, chiedi. È un tuo diritto.

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