10 Dicembre 2025
Interno moderno di una farmacia, visto attraverso una vetrata con la tipica croce verde e la scritta “Farmacia” in primo piano; sullo sfondo scaffali ordinati con prodotti e illuminazione luminosa.

Sciopero farmacisti. 60mila in piazza, ecco perché

giovedì 06 novembre 2025 ore 10:45

Circa 60mila farmacisti dipendenti hanno incrociato le braccia. È il primo sciopero nazionale del settore privato convenzionato. Mai successo prima, insomma.

Perché protestano i farmacisti

La questione è semplice ma importante. Il contratto collettivo è scaduto il 31 agosto 2024 e le trattative si sono arenate a metà ottobre. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs (i tre sindacati che hanno indetto lo sciopero) dicono una cosa chiara: l'offerta di Federfarma non basta.

Parliamo di numeri concreti. Federfarma ha proposto 180 euro lordi di aumento... spalmati su tre anni. Fate voi il conto mensile. I sindacati chiedono il doppio, circa 360 euro, più tutta una serie di riconoscimenti che riguardano la "farmacia dei servizi". Cioè quella realtà che durante il Covid abbiamo conosciuto tutti: tamponi, vaccini, misurazione della pressione, telemedicina.

La farmacia dei servizi
Negli ultimi anni le farmacie sono diventate veri presidi sanitari di territorio. Non si limitano più a dispensare medicinali: fanno tamponi Covid, vaccinazioni antinfluenzali, elettrocardiogrammi, test per il diabete. 
Secondo dati del Ministero della Salute, durante la pandemia le farmacie hanno effettuato oltre 40 milioni di tamponi rapidi. Un servizio che ha alleggerito gli ospedali ma che, secondo i sindacati, non viene adeguatamente riconosciuto a livello contrattuale ed economico.


Da un lato capisco che 180 euro in tre anni, con l'inflazione che abbiamo visto, sono davvero pochi. Dall'altro Federfarma dice che le piccole farmacie rurali non potrebbero reggere aumenti più sostanziosi. E qui tocchiamo un punto dolente del nostro sistema sanitario territoriale.

Farmacie aperte ma con possibili disagi

Tranquilli, nessuno vi lascerà senza il vostro farmaco salvavita. Le farmacie sono considerate servizio pubblico essenziale quindi resteranno aperte. Però (c'è sempre un però) potrebbero esserci rallentamenti. Magari quel servizio aggiuntivo che vi serviva, tipo il tampone o la misurazione della pressione, oggi salta.

Farmacieunite, un sindacato alternativo che rappresenta 590 esercizi, ha spiegato bene la situazione: "Se il personale sciopera, a garantire il servizio saranno i titolari". Quindi le farmacie funzioneranno, ma magari con meno personale del solito.

Le manifestazioni in tutta Italia

La protesta non si ferma allo sciopero. Ci sono presidi e manifestazioni praticamente ovunque. A Roma si sono ritrovati in Piazza San Giovanni, davanti alla sede nazionale di Federfarma. A Milano in Via Galvani, davanti a Palazzo Lombardia. E poi Napoli, Torino, Genova, Bologna... praticamente tutte le regioni hanno organizzato qualcosa.

L'Aquila, Matera, Reggio Calabria, Palermo. Dalle 9 del mattino in poi, gruppi di farmacisti con striscioni e volantini davanti a prefetture, sedi regionali, uffici di Federfarma. Non so se avete mai visto uno sciopero di farmacisti prima d'ora. Io no.

I numeri del settore
In Italia ci sono oltre 18mila farmacie private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale aderenti a Federfarma. Lavorano circa 60mila dipendenti tra farmacisti collaboratori e personale ausiliario. Il settore vale miliardi di euro e rappresenta spesso l'unico presidio sanitario in piccoli comuni dove l'ospedale più vicino dista decine di chilometri. Durante la pandemia molte farmacie rurali hanno lavorato 7 giorni su 7 senza sosta.


Cosa chiedono davvero i sindacati

I manifestanti evidenziano che è importante capire che non si tratta solo di soldi. Cioè, sì, gli aumenti sono fondamentali (chi lavora merita di essere pagato adeguatamente, punto). Però c'è dell'altro.

I sindacati parlano di:

  • migliore conciliazione vita-lavoro (molti farmacisti fanno turni massacranti);
  • percorsi formativi in orario di lavoro (perché la professione si evolve continuamente);
  • riconoscimento delle nuove competenze legate ai servizi sanitari;
  • tutele aggiuntive per maternità e infortunio.

Secondo me è un discorso più ampio. Riguarda come vogliamo che funzioni la sanità territoriale nei prossimi anni. Se pensiamo che le farmacie debbano essere solo "distributori automatici" di medicine oppure veri punti di riferimento sanitario.

La posizione di Federfarma

Dall'altra parte, Federfarma non sta con le mani in mano. Dicono che la loro proposta è «sostenibile» e che include anche benefit, welfare aziendale, formazione. E soprattutto fanno notare una cosa: “Molte farmacie piccole non potrebbero reggere aumenti di 360 euro a dipendente”.

Hanno ragione? Probabilmente sì, almeno in parte. Le farmacie non sono tutte uguali. C'è quella in centro a Milano che fattura cifre importanti e c'è quella nel paesino di montagna con 800 abitanti che a malapena si regge in piedi. Il problema è trovare un equilibrio che funzioni per tutti.

Federfarma ha anche aggiunto che “questo sciopero rallenta le trattative che erano state riavviate”. Una critica diretta ai sindacati, insomma. Ma i lavoratori rispondono che dopo mesi di confronto infruttuoso, lo sciopero era l'unica via rimasta.

Riflessioni conclusive. Una giornata che pesa

Quello che colpisce di questa vicenda è il silenzio che l'ha preceduta. Quante volte avete sentito parlare delle condizioni dei farmacisti dipendenti? Probabilmente mai. Eppure sono loro che vi consigliano quando avete un dubbio su un farmaco, che vi hanno fatto i tamponi durante il Covid, che conoscono la vostra storia clinica meglio di tanti medici.

La sanità di prossimità, quella che funziona senza appuntamenti e file interminabili, passa anche da lì. E se oggi migliaia di persone scendono in piazza per la prima volta nella storia del settore... beh, forse vale la pena chiedersi cosa non ha funzionato nelle trattative.

Non so come andrà a finire questa contrattazione. So che entrambe le parti hanno le loro ragioni e i loro torti. Ma una cosa è certa: quando 60mila professionisti decidono di scioperare tutti insieme, il problema esiste ed è serio. La speranza è che dopo questa giornata di protesta si riaprano davvero i tavoli negoziali e si trovi un accordo che riconosca il valore di chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale ai cittadini.

Intanto voi, se oggi dovete passare in farmacia, portate pazienza. Magari aspetterete qualche minuto in più del solito.

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