venerdì 06 febbraio 2026 ore 14:05
Uno studio svedese, durato la bellezza di 25 anni, ha seguito quasi 28.000 persone. E sai cosa hanno scoperto? Che mangiare formaggio intero (quello vero, con tutti i grassi) potrebbe avere un effetto protettivo contro la demenza. Sì, hai capito bene... proprio quel formaggio che da decenni ci dicono di limitare!
Ma fermi tutti. Prima di svuotare la dispensa e riempirla di pecorino e gorgonzola, dobbiamo capire bene cosa significa tutto questo.
I ricercatori hanno monitorato 27.670 persone dal 1991 al 2020. In questo periodo, 3.208 partecipanti hanno sviluppato demenza. E qui viene il bello.
Le persone che consumavano più di 50 grammi al giorno di formaggio intero mostravano un rischio ridotto del 13-17% di sviluppare l'Alzheimer. Parliamo di circa due fette abbondanti di formaggio, insomma... niente di trascendentale!
Anche chi consumava più di 20 grammi di panna intera al giorno (tipo un cucchiaio abbondante nel caffè) aveva un rischio inferiore di demenza tra il 16% e il 24%. Non male, vero?
E tutti quei consigli sul mangiare magro?
Ecco, questa è la parte che mi ha fatto riflettere parecchio. Per decenni le linee guida ci hanno martellato con "latticini magri, latticini magri!". Il motivo? Proteggere il cuore dai grassi saturi.
Il problema è che cuore e cervello condividono molti fattori di rischio: ipertensione, diabete, obesità. Quindi, se una cosa fa male al cuore, dovrebbe far male anche al cervello, giusto?
Beh... forse non è così semplice. Diversi studi recenti suggeriscono che il formaggio potrebbe addirittura ridurre il rischio di malattie cardiache. E i latticini interi non aumenterebbero necessariamente i problemi cardiovascolari come si pensava.
Secondo me, è proprio questa la cosa affascinante della scienza della nutrizione. Ogni volta che pensiamo di aver capito tutto, arriva qualcosa che ribalta le carte in tavola e apre nuovi scenari precedentemente ignorati.
Attenzione, perché questo dettaglio è cruciale. Lo studio ha trovato benefici solo con formaggi e panna ad alto contenuto di grassi. Quelli magri? Nada. Zero effetti protettivi.
Il latte scremato, parzialmente scremato, fermentato o non fermentato... niente di niente.
Ti dico di più. Chi consumava più di mezzo litro al giorno di latte magro aveva un rischio maggiore del 24% di sviluppare demenza (anche se questo dato si è indebolito nel follow-up più lungo, quindi prendiamolo con le pinze).
Sembra scontato dirlo, ma non possiamo focalizzarci solo sul formaggio isolato. Conta la dieta nel suo insieme!
Le persone che nello studio svedese mangiavano più formaggio erano anche più istruite, meno in sovrappeso e avevano meno diabete, ipertensione e malattie cardiache. Tutti fattori che riducono il rischio di demenza.
Diciamo che chi mangia formaggio di qualità tende ad avere uno stile di vita complessivamente più sano. Non è che il formaggio faccia miracoli da solo.
La dieta mediterranea, che aiuta a ridurre sia demenza che problemi cardiaci, include formaggio insieme a verdure, pesce, cereali integrali e frutta. È il pacchetto completo che funziona.
Lo studio svedese ha dei limiti importanti che vanno evidenziati:
Però, e questo va sottolineato, ha anche punti di forza enormi: 25-30 anni di follow-up (roba da record!), quasi 28.000 persone osservate, pochissimi persi per strada (solo lo 0,75%), e diagnosi di demenza validate da specialisti.
Questa ricerca ci insegna una lezione importante: la nutrizione è complessa. Non esistono cibi miracolosi, né cibi assolutamente da evitare (tranne forse le merendine industriali, ma quella è un'altra storia).
Non dobbiamo demonizzare i latticini interi come abbiamo fatto finora. Ma nemmeno pensare che siano la bacchetta magica contro la demenza.
Il messaggio più sensato? Dieta equilibrata, moderazione e stile di vita sano contano più di qualsiasi singolo alimento sul tagliere dei formaggi (bella questa, l'ho “rubata” dai ricercatori svedesi!). Perciò, la prossima volta che qualcuno ti dice "il formaggio fa male", puoi rispondere: "Dipende. Da quale formaggio, quanto ne mangi, cosa mangi insieme, e probabilmente anche dai tuoi geni!".
E se ti chiedono la fonte, manda loro questo studio svedese. Venticinque anni di ricerca non si discutono.
Ora scusa, ma ho una improvvisa voglia di formaggio…
Nota importante: questo articolo si basa su una ricerca scientifica seria, ma non sostituisce il consiglio del vostro medico. Se avete dubbi sulla vostra dieta, soprattutto se avete condizioni mediche particolari, parlatene con un professionista. E ricordate che la scienza evolve, quindi tra qualche anno potremmo scoprire cose nuove!
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