Nefrologa dai capelli biondi in camice bianco che sorride e visita una paziente over 40 in uno studio medico

Giornata Mondiale del Rene. Screening gratis e 8 regole salvavita

mercoledì 11 marzo 2026 ore 18:10

Parliamoci chiaro. Quante volte pensi ai tuoi reni? Probabilmente mai, o quasi. Eppure questi due piccoli organi a forma di fagiolo lavorano senza sosta, giorno e notte, per tenerti in vita. Filtrano il sangue, eliminano le tossine, regolano la pressione... insomma, fanno un lavoro enorme. E spesso lo fanno in silenzio, anche quando qualcosa non va.

Ecco il problema. La Malattia Renale Cronica (MRC) è subdola. Non fa male, non dà sintomi evidenti nelle fasi iniziali, e nel frattempo progredisce. Secondo i dati più recenti, in Italia colpisce tra i 2,5 e i 5 milioni di persone (circa un italiano su dieci), ma solo 1 paziente su 10 sa di averla.

Il 12 marzo si fa sul serio. Screening gratuiti in tutta Italia

Quest'anno la Giornata Mondiale del Rene cade il 12 marzo 2026 ed è già la ventesima edizione. Non è una ricorrenza qualunque. La Fondazione Italiana del Rene (FIR) e la Società Italiana di Nefrologia (SIN) hanno organizzato il progetto "Porte Aperte in Nefrologia", che porta screening gratuiti in ospedali, piazze, farmacie e scuole di tutta la penisola.

Cosa significa concretamente? Visita specialistica, misurazione della pressione arteriosa, esame delle urine... tutto gratis, senza prenotazione, accessibile a chiunque voglia capire come stanno i propri reni. Sul sito della FIR trovi tutte le iniziative aggiornate nella tua zona.

Fare prevenzione vera, senza costi, senza burocrazia. Così dovrebbe funzionare sempre la sanità pubblica.

Cosa succede quando i reni smettono di funzionare bene?
Quando la funzione renale scende sotto certi livelli, il corpo inizia ad accumulare scorie che normalmente verrebbero eliminate. Si parla di uremia. I sintomi arrivano tardi: stanchezza cronica, gonfiori, nausea
Nelle fasi avanzate l'unica alternativa è la dialisi (tre sedute a settimana, circa quattro ore ciascuna) oppure il trapianto. Ecco perché diagnosticare la MRC presto fa la differenza… non tra stare bene e stare male, ma tra rallentare la malattia o arrivare impreparati alla fase terminale.


Perché la malattia renale cronica è così pericolosa

I reni fanno molte più cose di quanto si pensi. Oltre a filtrare il sangue, producono ormoni essenziali per la formazione dei globuli rossi (eritropoietina), regolano l'equilibrio dei sali minerali e contribuiscono alla salute delle ossa, attivando la vitamina D (trasformandola nella sua forma attiva, il calcitriolo). Quando iniziano a cedere, tutto il corpo ne risente.

La MRC aumenta il rischio cardiovascolare in modo significativo. Aggrava le disuguaglianze sociali, colpendo più duramente chi ha meno accesso alle cure. E ha un impatto devastante sulla qualità di vita, non solo del malato ma di tutta la famiglia.

A livello globale parliamo di oltre 850 milioni di persone colpite. Tanto che alla 78ª Assemblea Mondiale della Sanità, l'OMS ha adottato una risoluzione storica che riconosce la salute renale come priorità assoluta di sanità pubblica.

Chi è più a rischio? I fattori da non sottovalutare

Non tutti corrono lo stesso rischio. Ci sono alcune condizioni che aumentano parecchio la probabilità di sviluppare una malattia renale cronica. Le principali sono:

  • diabete e ipertensione arteriosa sono in cima alla lista;
  • obesità;
  • fumo;
  • ereditarietà (cioè avere parenti con problemi renali);
  • età superiore ai 60 anni;
  • malattie cardiovascolari.

C'è anche un fattore che in pochi conoscono: l'uso prolungato di antinfiammatori comuni, i cosiddetti FANS, tipo ibuprofene o diclofenac. Prenderli spesso e senza controllo medico può davvero fare danni.

Quante volte prendiamo un antidolorifico senza pensarci? Ecco, vale la pena rifletterci.

I tre esami chiave per scoprire se i reni stanno bene
Non servono esami complicati o costosi. Bastano tre cose: la misurazione della creatinina nel sangue, il calcolo del filtrato glomerulare (che indica quant'è efficiente il rene nel filtrare il sangue) e l'esame delle urine per cercare l'albumina (una proteina che non dovrebbe esserci). Se questi valori sono alterati, è un segnale d'allarme. Il bello è che si possono fare con un normale prelievo e un'analisi delle urine. Niente di invasivo, niente di costoso.


Le 8 regole d'oro per proteggere i reni

La FIR ha identificato otto abitudini fondamentali. Non sono regole astratte, sono cose concrete che ognuno può fare già da domani:

Mantenersi fisicamente attivi;

Seguire una dieta sana ed equilibrata (meno sale, meno proteine in eccesso);

  • monitorare la pressione arteriosa;
  • controllare regolarmente la glicemia;
  • bere acqua a sufficienza;
  • non fumare;
  • non prendere antinfiammatori senza il via libera del medico;
  • fare controlli periodici della funzione renale, soprattutto se si rientra nelle categorie a rischio.

Semplice? In teoria sì. In pratica, lo so, non è così facile. Ma anche solo partire da una o due di queste abitudini può fare la differenza.

Per chi già convive con una malattia renale, l'alimentazione diventa uno strumento terapeutico vero e proprio. Non un consiglio generico tipo "mangia sano". No, parliamo di un piano alimentare costruito insieme al medico, spesso con il supporto di un dietologo specializzato in nefrologia.

In linea generale, una dieta a ridotto apporto proteico aiuta a diminuire il lavoro dei reni, migliorare il controllo metabolico e rallentare la progressione della malattia. L'obiettivo è rimandare il più possibile l'ingresso in dialisi. Ogni mese guadagnato conta.

Il tema 2026: reni e clima, un legame inaspettato

Lo slogan di quest'anno è "Salute renale per tutti. Vicini alle persone, attenti al pianeta". E no, non è solo uno slogan carino. C'è una connessione reale tra cambiamenti climatici e salute renale.

L'inquinamento atmosferico, il caldo estremo, le ondate di calore sempre più frequenti... tutto questo aumenta il rischio di disidratazione e di danno renale acuto, specialmente nei soggetti fragili. E dall'altra parte, la dialisi stessa è un trattamento ad alto consumo energetico e idrico. Ridurre la diffusione della MRC non è solo una questione sanitaria. È anche una questione ambientale.

Il trapianto di rene in Italia
Nel 2024 in Italia sono stati effettuati più di 2.000 trapianti di rene, circa la metà di tutti i trapianti di organi solidi. È l'intervento trapiantologico più frequente nel nostro Paese. Eppure oltre 8.000 persone sono ancora in lista d'attesa, molte delle quali con insufficienza renale terminale. Un rene trapiantato può funzionare per molti anni, restituendo autonomia e qualità di vita reale. Ogni donazione conta. Pensarci è già un primo passo.


Riflessioni conclusive. Cosa fare adesso

Se non l'hai mai fatto, valuta di controllare la tua funzione renale al prossimo prelievo. Basta chiedere al medico di base di aggiungere creatinina e albuminuria agli esami di routine.

Se il 12 marzo sei libero, cerca le iniziative "Porte Aperte in Nefrologia" nella tua città. Sono gratuite, veloci e possono darti informazioni preziose.

E se hai diabete, ipertensione o una storia familiare di malattie renali... non aspettare. La diagnosi precoce, in questo caso, può davvero cambiare il corso della malattia.

I reni lavorano in silenzio. Il minimo che possiamo fare è ascoltarli ogni tanto.

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