Primo piano di scaffali da farmacia quasi completamente vuoti, con poche confezioni sparse

Farmaci carenti in farmacia. La crisi silenziosa che colpisce i fragili

lunedì 09 marzo 2026 ore 08:25

Sarà capitato anche a te. Vai in farmacia con la ricetta del medico, magari per un farmaco che prendi da anni, e il farmacista ti guarda con quella faccia un po' imbarazzata e ti dice "mi dispiace, al momento non è disponibile". E tu pensi sia una cosa rara, un caso isolato. Invece no.

Nel 2025, secondo un report del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu), il 96% dei paesi europei ha segnalato carenze di medicinali. Il 96%. Praticamente tutti. In oltre un terzo di questi paesi mancano più di 600 prodotti. In alcuni, addirittura più di mille.

Cos'è il Pgeu?
Il Pharmaceutical Group of the European Union è l'organizzazione che rappresenta i farmacisti comunitari in Europa. Raccoglie associazioni da tutti i 27 paesi Ue più i paesi Efta (come Svizzera e Norvegia). Ogni anno pubblica rapporti sulla situazione delle farmacie europee. Il loro ultimo report è stato presentato direttamente al Parlamento europeo, il che la dice lunga sulla gravità del problema.


Questa è una di quelle notizie che dovrebbe avere una grande eco mediatica, ma che invece viene raccontata poco e male. Parliamo di insuline per i diabetici, di farmaci per il cuore, di antibiotici, di trattamenti oncologici. Non stiamo parlando di integratori o sciroppi per la tosse. Stiamo parlando di medicinali che, se mancano, la vita di qualcuno cambia. O si complica molto.

Il presidente del Pgeu, Mikolaj Konstanty, ha usato parole durissime: ha definito la situazione "inaccettabilmente elevata" e ha chiarito che non si tratta più di episodi isolati ma di una "pressione cronica" sul sistema sanitario.

Cronica. Cioè strutturale. Cioè non se ne va da sola!

E l'Italia? Messa peggio della media

L'Italia fa parte del 15% di paesi in cui la situazione è addirittura peggiorata nell'ultimo anno. Gli episodi di mancanza di farmaci sono aumentati del 4,8% rispetto al 2024.

Quasi il 5% in più in un anno solo. Non è un segnale incoraggiante.

Il presidente di Egualia (l'associazione italiana dei produttori di farmaci equivalenti), Stefano Collatina, ha detto che negli ultimi cinque anni il numero di farmaci indisponibili è triplicato. E parliamo soprattutto di farmaci equivalenti, quelli fuori brevetto, quelli "da tutti i giorni" per chi ha patologie croniche. Sono anche il 60% circa dei farmaci usati negli ospedali. Quindi, non è solo un problema delle farmacie di quartiere.

I farmaci più a rischio
Tra le categorie più colpite ci sono i farmaci per il sistema nervoso (inclusi alcuni per l'ADHD e antipsicotici), quelli cardiovascolari, gli antibiotici, le insuline e i nuovi farmaci contro l'obesità (i cosiddetti agonisti del recettore GLP-1). Interessante, o forse preoccupante, notare che anche questi ultimi, pur essendo recentissimi e molto richiesti, sono già nella lista delle carenze. La domanda ha superato l'offerta in modo clamoroso.


Perché mancano i farmaci? Le ragioni sono più di una

Insomma, da dove ha origine questo problema? Non c'è una risposta sola, purtroppo.

La prima causa è la dipendenza dell'Europa da Cina e India per la produzione dei principi attivi, cioè le sostanze che rendono un farmaco efficace. Se c'è un problema in un impianto produttivo a Shanghai o a Mumbai, gli effetti si sentono fino alle farmacie di Taranto o di Bolzano. E questa fragilità non è teorica: succede davvero, spesso.

Poi c'è il problema economico. I farmaci generici costano poco (è il loro vantaggio!) ma produrli non è gratis. Con l'aumento dei costi energetici e dei trasporti, e con i prezzi di vendita spesso bloccati per legge, molte aziende hanno semplicemente smesso di produrli. Non conviene più. E, così, certi medicinali spariscono non perché non si riescano a fare, ma perché nessuno li vuole fare.

C'è anche un fenomeno meno noto ma molto concreto: il commercio parallelo. Significa che i farmaci venduti a prezzi bassi in Italia (e in altri paesi) vengono comprati e rivenduti in mercati dove costano di più, come Germania o Danimarca. Risultato? Le scorte italiane si svuotano. Legale, apparentemente. Ma devastante per chi ha bisogno di quei farmaci qui.

Le farmacie in prima linea (da sole)

Una cosa che molti ignorano è quante ore le farmacie dedicano ogni settimana a gestire questa crisi. Dodici ore in media. Per farmacia. Ogni settimana. Più del doppio rispetto a cinque anni fa.

Quelle dodici ore servono a cercare alternative, contattare i medici, spiegare ai pazienti la situazione, evitare errori nelle sostituzioni. È un lavoro enorme, non riconosciuto e non pagato. L'81% dei paesi europei segnala un aumento dei costi amministrativi legati alla gestione delle carenze.

Tutto questo ricade sulle spalle del farmacista sotto casa, che tra l'altro non ha gli strumenti legali per agire in autonomia: solo il 15% dei paesi europei consente ai farmacisti di sostituire un farmaco mancante con un equivalente clinicamente appropriato senza tornare dal medico. Il resto deve aspettare, rimandare, perdere tempo.

La fiducia che si erode
Per la prima volta nel report Pgeu 2025, la riduzione della fiducia dei pazienti compare come la conseguenza più frequentemente segnalata. Non il disagio, non l'interruzione delle cure (anche se quasi 9 pazienti su 10 la vivono), ma la sfiducia. Nelle farmacie, nei farmaci, nel sistema sanitario in generale. È un segnale sottile ma pesantissimo, poiché quando le persone smettono di fidarsi della sanità pubblica, spesso iniziano a cercare alternative pericolose.


Riflessioni conclusive

Il Pgeu ha presentato le sue richieste al Parlamento europeo. Cose apparentemente ragionevoli, ma non semplici da realizzare. Vogliono un coordinamento europeo più forte sull'approvvigionamento, sistemi di monitoraggio predittivi (cioè che segnalino le carenze prima che si verifichino, non dopo), e soprattutto che i farmacisti abbiano più poteri per intervenire in caso di emergenza.

Chiedono anche che le farmacie vengano compensate per il lavoro extra che stanno già facendo gratis. Sembra ovvio, no?

Da un lato, queste proposte sembrano sensate e urgenti. Dall'altro, l'Europa è lenta. Molto lenta. E nel frattempo, ogni giorno, qualcuno si presenta in farmacia e torna a casa senza il suo farmaco.

I numeri, purtroppo, parlano chiaro: 600 farmaci mancanti, 96% dei paesi colpiti, 12 ore settimanali di lavoro extra per ogni farmacia. È una crisi che, almeno per ora, non accenna a migliorare.

La prossima volta che il tuo farmacista ti dice che non ha il farmaco, sappi che non è colpa sua. È un sistema che scricchiola. E il rumore, ancora, non si sente abbastanza.

 

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