Una ricercatrice osserva dei vetrini al microscopio e intorno a lei ruotano simboli chimici, strutture proteiche, struttura DNA e sigle come HUNK, CA-125 ecc.

Cancro allo stomaco: scoperta la proteina che lo accelera

giovedì 10 luglio 2025 ore 14:45

Capita spesso di leggere qualcosa in merito a studi scientifici la cui comprensione può sembrare un'impresa. Nomi impronunciabili, meccanismi enigmatici, ma ogni tanto arriva una notizia che, anche se complessa, scalda il cuore. Perché parla di speranza… e di futuro. Oggi, trattiamo proprio una di queste notizie! Una scoperta, tutta italiana, potrebbe cambiare le regole del gioco nella lotta contro il cancro allo stomaco, uno dei nemici più spaventosi.

Immagina una proteina che, invece di fare il suo lavoro, decide di diventare una specie di "acceleratore" per le cellule tumorali. Le spinge a moltiplicarsi, le protegge, le rende più forti. Sembra la trama di un film, invece, è la pura realtà scientifica. I ricercatori di Biogem, un centro di eccellenza in Irpinia, hanno puntato i riflettori su questa proteina. Ciò che hanno scoperto è sorprendente.

Il suo nome è HUNK. Un acronimo che sta per Hormonally Upregulated Neu-associated Kinase. Pensate a HUNK come a un interruttore difettoso, uno che rimane sempre acceso sulla posizione "crescita tumorale".

Cos'è HUNK e perché è un problema?

Il team di Biologia Cellulare e Preclinica Oncologica di Biogem, coordinato da Geppino Falco, ha pubblicato un lavoro sulla prestigiosa rivista Cell Communication and Signaling che fa luce su questo mistero. In parole semplici, hanno osservato che nei tessuti del cancro gastrico è presente un’anomala concentrazione della proteina HUNK. Molta di più rispetto ai tessuti sani. Purtroppo non è inerme… tutt’altro.

HUNK agisce come un vero e proprio "turbo" per il tumore. Fa due cose principali, entrambe terribili:

  • favorisce la proliferazione. Spinge le cellule tumorali a dividersi senza sosta;
  • le aiuta a sopravvivere. Le protegge dai segnali di stress che normalmente le porterebbero alla morte.

Insomma, è il migliore amico del tumore e, di conseguenza, il nostro peggior nemico!

Biomarcatori, questi sconosciuti
Sentiamo spesso questa parola, "biomarcatore", ma che significa? Immaginatelo come un segnale stradale per i medici. È una molecola (come una proteina o un gene) la cui presenza o quantità indica una particolare condizione, come un tumore. Trovare un nuovo biomarcatore come HUNK è fondamentale, perché è come scoprire una nuova targa che ci dice: "Attenzione, qui c'è un problema e funziona così".


Il meccanismo: come HUNK fa il suo “sporco lavoro”

I ricercatori non si sono limitati a sottolineare che HUNK è nocivo, ma hanno cercato di smontare il meccanismo pezzo per pezzo per capire come agisce.

Hanno scoperto che HUNK non agisce da sola… e sì, ha un complice: un'altra proteina chiamata p38 MAPK. Pensatela come un interruttore generale che controlla la divisione delle cellule. HUNK si lega a questo interruttore e, con un processo chiamato "fosforilazione" (cioè, gli dà una specie di scossa energetica), lo accende e lo blocca su "ON". Il risultato? Una crescita cellulare fuori controllo.

Gli studiosi, sono riusciti a creare una versione modificata di HUNK, incapace di dare quella “scossa”. Risultato: l'effetto di crescita accelerata è sparito. Poi hanno completamente silenziato HUNK nelle cellule tumorali, e queste hanno smesso di crescere e hanno iniziato a morire. Un po’ come togliere la benzina al motore del tumore. 

Il collegamento a sorpresa: HUNK e il marcatore CA-125

La ricerca ha evidenziato come HUNK, nel suo lavoro di sabotaggio, aumenta anche i livelli di un'altra proteina, la MUC16, meglio conosciuta con il suo nome di battaglia: CA-125.

Se questo nome vi suona familiare, è perché è un marcatore tumorale famosissimo, usato soprattutto per monitorare il cancro ovarico e spesso legato a tumori più aggressivi. Scoprire che HUNK lo controlla anche nel cancro gastrico è un'intuizione straordinaria.

È un marcatore già noto, ma sempre più studi ne suggeriscono il coinvolgimento anche nel cancro gastrico” spiega Geppino Falco. Questa connessione HUNK-CA125 è un tassello fondamentale, perché ci dice che HUNK potrebbe essere responsabile non solo della crescita, ma anche dell'aggressività del tumore.

Riflessioni conclusive e prospettive future

A cosa serve tutto questo? Serve a darci un bersaglio. Un bersaglio terapeutico.

"I risultati sono importanti perché fanno luce su un nuovo meccanismo molecolare", commenta Pellegrino Mazzone, tra gli autori dello studio. E ha ragione. Ora che sappiamo che l'attività "turbo" di HUNK è la chiave, possiamo pensare di creare un farmaco che la blocchi. Una terapia mirata, che colpisca solo e soltanto HUNK, come una chiave specifica per una serratura. Questo significherebbe farmaci più efficaci e, soprattutto, con meno effetti collaterali devastanti della chemioterapia tradizionale.

Giuseppina di Paola, un'altra autrice, lo dice con una speranza che è quasi palpabile: "in un futuro non troppo lontano, HUNK potrebbe diventare un bersaglio per farmaci innovativi, con l'obiettivo di rendere le cure più efficaci e personalizzate".

La strada è ancora lunga, non illudiamoci. Dalla scoperta in laboratorio al farmaco sul comodino di un paziente passano anni. Ma una porta si è aperta. Una porta enorme. E sapere che a spalancarla è stata l'eccellenza della ricerca italiana, beh, è una ragione in più per essere orgogliosi.

Image

Obiettivo In Salute è un il portale dedicato alla salute, alla prevenzione e al benessere.  Ricco di News, articoli specialistici e consigli utili per migliorare il proprio stile di vita. Questo Sito Internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Ultimi Articoli

Menu