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CORONAVIRUS: SINTOMI DA RIFERIRE AL MEDICO

Dott. Alfredo Cappello

A cura del
Dott. Alfredo Cappello 

Medico chirurgo, Omeopata e specialista in Pediatria
Direttore della Parafarmacia Partigiani

Lecce 

 

Il coronavirus è  piuttosto grande (ha un diametro circa 400-500 nanometri ) quindi ogni tipo di mascherina può fermarlo; differente è la situazione per i medici e i sanitari che sono esposti a forti cariche del virus e devono usare attrezzature speciali.
Se una persona infetta starnutisce davanti a voi, tre metri di distanza lo faranno cadere a terra e li impediranno di atterrare su di voi.

Quando il virus atterra su superfici metalliche sopravvive per circa 12 ore. È opportuno quando si toccano superfici metalliche (maniglie, porte, elettrodomestici, sostegni sui tram, ecc ) lavarsi bene le mani e disinfettatele con cura prima di toccarsi il viso.

Il virus può vivere annidato nei vestiti e sui tessuti per circa 6/12 ore: i normali detersivi lo possono uccidere. Per gli abiti che non possono essere lavati ogni giorno, se potete esponeteli al sole e il virus morirà.


Indice
- informazioni rilevanti;
- valutazione clinica telefonica;
- le 10 regole che ti difendono da qualsiasi infezione.

 

Coronavirus

 

NOTIZIE IMPORTANTI DA CONSIDERARE PRIMA DI CHIAMARE LE AUTORITÀ SANITARIE

Soggiorno in paese/località a rischio;
Contatti con persone a rischio;
Data di partenza/ data dal contatto a rischio.


Se la risposta è “SI” a uno dei precedenti quesiti, bisogna contattare il servizio 118 /112.
Se la risposta è “NO”, bisogna procedere a valutazione clinica telefonica con il proprio medico di fiducia a cui si devono riferire le informazioni che seguono


Quando sono comparsi i sintomi
Le stime attuali del periodo di incubazione indicano che i sintomi del COVID-19 possono comparire dai 2 ai 14 giorni dopo l'esposizione al virus.
I sintomi sono simili in adulti e bambini e consistono:

  • nell’83% dei casi si ha febbre sopra i 38°C (febbre che diventa molto alta nella polmonite la quale compare, nella maggior parte dei casi, dopo circa 5-6 giorni dall’inizio dei sintomi);
  • nell’82% dei casi si ha tosse secca e asciutta;
  • nel 31% sono presenti delle difficoltà respiratorie (polmonite), bisogna valutare se il respiro è lento, accelerato, se si è in presenza di cianosi o/e tachicardia;
  • sensazione di annegamento;
  • difficoltà a trattenere il respiro per più di 10 secondi;
  • l’11% dei pazienti ha una sensazione generale di malessere con dolori muscolari;
  • l’8% ha mal di testa;
  • il 5% ha il mal di gola; infiammazione e senso di gola secca (questo sintomo può essere il primo e può durare per 3-4 giorni);
  • il 4% ha il naso che cola o naso congestionato;
  • il 2% presenta dolori toracici;
  • il 2% diarrea;
  • l’1% avverta nausea e vomito;

 

VALUTAZIONE CLINICA TELEFONICA

Il respiro è lento?

  • a riposo sotto i 12 atti respiratori al minuto nell’adulto;
  • a riposo sotto i 20 atti respiratori al minuto nel bambino di 3-12 anni;
  • a riposo sotto i 25 atti respiratori al minuto nel bambino di 1-3 anni;
  • a riposo sotto i 30 atti respiratori nel bambino sotto l’anno di età.


Il respiro è accelerato?

  • a riposo sopra i 20 atti respiratori al minuto nell’adulto;
  • a riposo sopra i 30 atti respiratori al minuto nel bambino di 3-12 anni;
  • a riposo sopra i 45 atti respiratori al minuto nel bambino di 1-3 anni;
  • a riposo sopra i 60 atti respiratori nel bambino sotto l’anno di età.


Ha difficoltà a respirare dopo un lieve sforzo (alzarsi dalla sedia/letto)?


Si affatica a camminare o non sta in piedi?


Il battito cardiaco è accelerato?

  • a riposo sopra i 100 battiti al minuto nell’adulto;
  • a riposo sopra i 120 battiti al minuto nel bambino di 3-12 anni;
  • a riposo sopra i 140 battiti al minuto nel bambino di 1-3 anni;
  • a riposo sopra i 160 battiti nel bambino sotto l’anno di età.


Segni di cianosi periferica?
Colorazione bluastra-violacea di labbra, lobi delle orecchie, naso, zigomi.


Se il processo diagnostico (condizioni di rischio e quadro clinico) è suggestivo di sospetto impegno polmonare (polmonite) si richiede attivazione del servizio del 118/112.

 


LE 10 REGOLE CHE TI DIFENDONO DA QUALSIASI INFEZIONE, ANCHE DA QUELLA DA CORONAVIRUS

  1. Tenere l’intestino in salute
  2. La Vitamina C aiuta
  3. L’Echinacea è antivirale
  4. Lo zinco riduce il danno
  5. Lo sport all’aperto fa bene
  6. Dormire molto fa bene
  7. Lo stress fa ammalare
  8. L’igiene è fondamentale
  9. Mascherina e disinfettanti servono
  10. L’informazione corretta e responsabile


Tenere l’intestino in salute
Lo stato di salute del microbiota intestinale è determinante per il nostro benessere.
Se l’intestino sta bene, se al suo interno ci sono più batteri buoni che batteri cattivi ovvero i saprofiti, anche le placche di Peyer, presenti nella parete intestinale e che hanno il compito di riconoscere le molecole estranee ed elaborarle in modo da attivare i linfociti T (particolarmente abili nell’eliminare la minaccia e nell’attivare la produzione di anticorpi), riescono a lavorare bene.
Per favorire il benessere intestinale sono utili i probiotici che, se assunti nelle giuste quantità, aiutano la riproduzione della flora batterica buona.


La Vitamina C aiuta
La vitamina C aiuta grazie alla sua fortissima azione antiossidante che contrasta la diffusione dei radicali liberi.
Oltre alla sua azione antiossidante la vitamina C aiuta le funzionalità di alcune cellule del sistema immunitario.


L’Echinacea è antivirale
Il principio attivo più importante dell’echinacea è l’echinacoside che possiede una spiccata capacità immunomodulatoria e ha proprietà antinfiammatorie.
Attività batteriostatica e fungostatica: alcuni studi hanno dimostrato l’attività batteriostatica nei confronti di alcuni batteri (Escherichia coli, Pseudomans aeruginosa, Tricomonas vulgaris e Staphylococcus aureus) e fungostatica nei confronti di Epidermophyton interdigitale.
Attività antivirale: attività indiretta grazie all’aumento dei linfociti ed alla loro attivazione.


Lo zinco riduce il danno
Lo zinco non è un antivirale, non è un antibatterico e non ha un’azione immunostimolante però «Ha un’azione stabilizzante delle cellule quindi riduce il danno cellulare»
La sua azione sul sistema immunitario si esplica stabilizzando la membrana cellulare con attività antiossidante e può aiutare anche nella prevenzione della degenerazione cellulare.


Lo sport all’aperto fa bene
L’esercizio fisico rinforza l’organismo, però bisogna fare attenzione alle due ore successive allo sport durante le quali c’è un temporaneo abbassamento delle difese immunitarie.
Durante questa finestra temporale infatti le ciglia che rivestono le pareti dell’apparato respiratorio e con esse il muco che intrappola gli agenti patogeni per poi espellerli, si fermano: con la clearance mucocigliare inattiva virus e batteri trovano strada libera ed entrano nell’organismo
Attenzione quindi a non esporsi in questo periodo a sbalzi termici, da freddo a caldo e da caldo a freddo repentini.


Dormire molto fa bene
Il sonno induce la produzione di citochine che rinforzano il sistema immunitario

Lo stress fa ammalare
Lo stress serve al nostro organismo per reagire con rapidità ed energia a un problema con la produzione di cortisone.
Il cortisone però riduce la risposta immunitaria e quindi una condizione costante di stress ci espone a infezioni batteriche e virali più frequenti


igiene maniL’igiene è fondamentale
La prima regola per non ammalarsi è quella di ridurre il più possibile la carica batterica alla quale ci si espone attraverso l’igiene e non frequentando ambienti chiusi e affollati
Quindi:
Lavare spesso e bene le mani con acqua calda e sapone che sono i peggiori nemici di virus e batteri.
Non toccare bocca, naso e occhi con le mani che sono state a contatto con altre mani o con superfici non perfettamente pulite (ad esempio i sostegni sui mezzi pubblici, le maniglie delle porte, ecc.).
Tenersi a un metro di distanza da chi è ammalato, tossisce e/o starnutisce»


Mascherina e disinfettanti servono
La mascherina serve per evitare di contagiare gli altri, quindi può essere indossata da chi è ammalato per non disperdere nell'aria goccioline di saliva.
I disinfettanti come l'Amuchina e prodotti similari sono utili per detergere le mani in caso d'emergenza, ma è sempre meglio un lavaggio accurato e prolungato per almeno 30/40 secondi con acqua preferibilmente calda e sapone.
In mancanza dei detergenti antisettici tradizionali si possono utilizzare quelli fitoterapici.


L’informazione corretta e responsabile
L’informazione corretta e responsabile da parte di operatori sanitari che da sempre lavorano nel settore è sicuramente più efficace e veritiera di tutte le informazioni che puoi trovare sui social o con il passaparola.

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