La dermatite seborroica è un disturbo dermatologico cronico-recidivante molto diffuso che colpisce soprattutto il cuoio capelluto e provoca desquamazione, chiazze rosse e talvolta anche prurito e forfora persistente; non è una malattia contagiosa o infettiva e non ha conseguenze per la salute complessiva di chi ne è affetto.
La dermatite seborroica può colpire anche il volto, il meato uditivo esterno, il tronco e le altre zone del corpo in cui vi è una concentrazione di ghiandole sebacee maggiore. Esistono alcuni fattori scatenanti che, in soggetti geneticamente predisposti, favoriscono le riacutizzazioni della malattia, che ha un tipico andamento ciclico, con fasi di remissione alternate a periodi di peggioramento.
Indice
- Le possibili cause della dermatite seborroica
- Diagnosi
- Rimedi e cure
- Consigli utili
Anche se non è possibile definire la diretta causa della dermatite seborroica, la produzione sebacea rappresenta un fattore permissivo; infatti è possibile segnalare che la malattia si manifesta a partire dalla pubertà (età in cui si osserva un incremento nella produzione di sebo) e si localizza in aree cutanee ricche di ghiandole sebacee. Queste sono distribuite su tutta la superficie della cute, tranne che al palmo delle mani e alla pianta dei piedi. La secrezione di sebo è più elevata sul cuoio capelluto, sul viso e sul torace.
Le ghiandole sebacee subito dopo nati sono attive per effetto della trasmissione degli androgeni materni. Dopo breve periodo diventano inattive fino alla pubertà (10-12 anni), età in cui, grazie agli androgeni presenti nell’organismo, si riattivano fino ai 25-30 anni, periodo in cui viene registrata una diminuzione della loro attività.
Altri fattori che possono causare la dermatite seborroica:
La Malassezia è un genere di fungo che vive sulla pelle di numerosi animali, incluso l'uomo ed è, occasionalmente, causa di infezioni. Ad oggi sono stati isolati dieci differenti specie di Malassezia, quasi tutte capaci di colonizzare la cute umana.
In "Fig 1" è raffigurata la cute di un soggetto sano; in "Fig 2" è raffigurata la cute di un soggetto suscettibile alla colonizzazione da parte di Malassezia che induce il rilascio di acidi grassi.

La diagnosi di dermatite seborroica è essenzialmente clinica e si basa sulla presenza di lesioni tipiche di questa malattia. Le aree colpite sono arrossate e coperte da squame piccole e untuose. Se la dermatite seborroica colpisce le zone pilifere, come il cuoio capelluto, le sopracciglia o l’area della barba, la desquamazione è maggiore.
Gli elementi che influiscono sulla diagnosi della malattia sono legati a:
Una delle difficoltà nel diagnosticare la malattia è data dal fatto che essa si può confondere con la psoriasi, la dermatite atopica e, nei bambini, la tinea capitis. Infatti, distinguere una dermatite seborroica grave da un’iniziale psoriasi del volto può risultare particolarmente difficile e, nei casi in cui si osservano aspetti combinati delle due patologie, si parla di “sebo-psoriasi”.
A volte può essere utile effettuare una biopsia cutanea al fine di escludere altre diagnosi come quella di lupus eritematoso cutaneo. Le caratteristiche istologiche differiscono a seconda delle diverse fasi della malattia: acuta, subacuta e cronica.
Nelle fasi acuta e subacuta si ha un quadro di dermatite spongiotica di entità lieve o moderata.
Nella fase cronica, invece, si manifesta un’accentuazione dei sintomi (desquamazioni, prurito ecc.) tanto da poterla confondere con la psoriasi.
Il trattamento della dermatite seborroica avviene, essenzialmente, con farmaci per uso topico. La scienza medica fa ricorso a trattamenti
contenenti principi attivi antifungini e antimicotici, in presenza della Malassezia furfur o Pityrosporum ovale e agli idrocortisonici (che fungono anche da antinfiammatori) utilizzati specie se il disturbo è correlato alla perdita di capelli.
I principali farmaci conosciuti sono:
Nonostante la frequenza della malattia, la ricerca clinica relativa alla dermatite seborroica è piuttosto limitata. Questo comporta variabilità nell’inquadramento dei pazienti e nei giudizi di gravità, perciò è fondamentale ribadire che per garantire un trattamento efficiente e mirato nei confronti della dermatite seborroica è fondamentale rivolgersi a un medico specialista che farà una corretta analisi degli elementi a disposizione. L’autoprescizione e/o l’automedicazione sono da evitare, poiché rischiano solo di peggiorare la situazione.
Ricordiamo che prestare attenzione all'alimentazione è, senz’altro, importante: un regime alimentare ricco di grassi saturi e zuccheri potrebbe, infatti, peggiorare la condizione, soprattutto se la dermatite seborroica è già in atto.
È buona pratica il consumo di pesce azzurro, ricco di acidi grassi polinsaturi, utili nel contrastare il disturbo.
Infine, un consiglio utile per chi è affetto da dermatite seborroica è quello di correggere l'abitudine di toccarsi con frequenza i capelli: le mani, per quanto possano essere pulite, presentano uno strato di grasso naturale che viene trasferito ai capelli peggiorando la dermatite.
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