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IL VACCINO ANTIMENINGOCOCCO B

Dott. Alfredo Cappello 
Pediatra di base 
Direttore Parafarmacia Partigiani - Lecce 

La sepsi e la meningite da meningococco, a causa della loro grande letalità e forse ancor di più a causa della loro evoluzione che può essere rapidissima (tanto da meritare la definizione di “fulminante”) rappresentano un grave motivo di preoccupazione per i genitori, anche se per fortuna si tratta di malattie non molto frequenti.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno si registrano in Italia tra 250 e 300 casi; i più colpiti sono i bambini piccoli (meno di un anno), 3 casi ogni 100 mila bambini; sotto i 4 anni la frequenza della malattia si riduce ma resta relativamente alta (1,2 casi ogni100 mila bambini); in adolescenza la frequenza è di 0,5 casi ogni100 mila; in Europa la malattia sembra essere più frequente che in Italia.
Purtroppo questa malattia ha un’elevata letalità: muore fra il 10 e il 15% dei soggetti che si ammalano; in un terzo dei casi sopravvissuti ci saranno esiti permanenti (sordità, ritardo mentale, amputazioni).

Il vaccino contro la meningite
Non tutti i meningococchi sono uguali e non tutti sono egualmente responsabili di meningite e sepsi.
Ci sono 5 diversi gruppi di meningococco capaci di provocare queste malattie.
In Italia è disponibile dai primi mesi del 2014 il vaccino contro il meningococco B, che si aggiunge ad altri due vaccini già disponibili contro altri gruppi di meningococco (il monovalente contro il gruppo C e il tetravalente contro i gruppi A, C, W135 e Y).
In Italia la maggior parte delle meningiti e delle sepsi è sempre stata causata dai tipi B e C, anche se, dopo la diffusione del vaccino contro il tipo C, il numero di casi per anno è diminuito e ormai si tratta quasi sempre di malattie dovute al tipo B.

Il vaccino contro il meningococco B è quindi molto recente ma ciò non deve incutere alcun timore in quanto l'Agenzia europea dei medicinali ha ritenuto opportuno autorizzarlo e ciò significa che il vaccino aveva superato tutte le procedure di valutazione previste.
Tra l'altro, nello scorso gennaio il vaccino è stato autorizzato anche negli Stati Uniti, dalla Food and Drug Administration.
Gli studi condotti fino ad ora indicano che questo tipo di vaccino è piuttosto efficace, in grado di proteggere dall’infezione in modo significativo. Nella realtà dei fatti il vaccino protegge contro la grande maggioranza dei ceppi di meningococco B, anche se non riesce a proteggere da tutti i ceppi di batteri e dovrebbe essere efficace contro un’elevata percentuale (fra il 73 e l’87%) dei ceppi circolanti in Europa.

Tra gli effetti collaterali la reazione avversa più rilevante è stata la febbre.
Nei bambini vaccinati a 2, 4 e 6 mesi di età, la febbre è stata riportata dal 69%-79% dei vaccinati con il vaccino contro il MenB insieme ai vaccini di routine (contro il 44%-59% nei gruppi che avevano ricevuto solo vaccini di routine). “Si tratta di una reazione che può giustamente spaventare i genitori" sottolineano Declich e Rota "ma che in genere si risolve rapidamente".

Altri eventi avversi possono essere dolore, gonfiore e indurimento in sede di iniezione, oltre a sonnolenza, irritabilità e malessere generale che si risolvono nel giro di pochi giorni.
Le reazioni sono maggiori se la somministrazione è associata ad altri vaccini.
Non sono state però segnalate reazioni gravi.

Su un piatto della bilancia c'è quindi una buona capacità protettiva contro una malattia rara, ma terribile.
Sull'altro piatto c'è la possibilità di effetti avversi magari fastidiosi ma senza conseguenze (tipicamente la febbre).
Per quanto ne sappiamo, non ci sono danni permanenti attribuibili al vaccino".
Una volta deciso che si vuole vaccinare il proprio bambino, la cosa migliore è farlo il prima possibile, perché l'incidenza della malattia è più elevata nel primo anno di vita.

Quando fare la vaccinazione
La vaccinazione antimeningococco andrebbe fatta quando i bambini sono molti piccoli con le seguenti scadenze:

  • tre dosi nei primi sei mesi;
  • una quarta dose tra il 12° e il 23° mese di vita.

Se invece si inizia tra il 6° e l”11° mese le scadenze sono le seguenti:

  • due dosi a distanza di almeno 2 mesi l’una dall’altra;
  • una dose di “richiamo” nel 2° anno.

Per bambini di età superiore ai due anni e negli adulti, infine, si procede con due dosi intervallate di almeno 2 mesi.
Si può dire che questo nuovo vaccino rappresenta un progresso: la malattia, seppur rara, crea notevole allarme sociale, giustificato dalla frequente drammaticità della sua evoluzione; il vaccino è frutto di ingegneria genetica di altissimo livello.

La Puglia è stata la seconda regione italiana - dopo la Basilicata - a offrire il nuovo vaccino contro il meningococco B gratuitamente e in modo attivo a tutti i neonati, completando così la copertura vaccinale per tutti i cinque sierogruppi della meningite meningococcica (A, B, C, W135 e Y).

 

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