
A cura del
Dott. Alfredo Cappello
Medico chirurgo, Omeopata e specialista in Pediatria
Per aiutare un bambino che rischia di annegare, bisogna estrarlo al più presto dall’acqua facendo attenzione a evitare di esporre se stessi al pericolo.
È molto difficile soccorrere un bambino in acqua senza rischiare di danneggiare se stessi e bisogna tenere presente che il bambino è meno collaborativo di un adulto e, trovandosi in difficoltà in acqua, tende ad agitarsi ancora di più, immergendo nell’acqua il volto e in particolare la bocca.
Come riflesso spontaneo, la glottide si chiude per evitare che l’acqua entri nei polmoni: la conseguenza è che il bambino rimane in apnea e in questa l’acqua può entrare invece nello stomaco. Se il bambino non viene soccorso in tempo, la mancanza di ossigeno può causare perdita di coscienza, arresto respiratorio e arresto cardiaco; risolvere l’insufficienza respiratoria e l’arresto cardiaco del bambino è quindi il problema più grave che può verificarsi.

Cosa fare, in sintesi, per aiutare un bambino in queste condizioni?
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