Una dottoressa, in un laboratorio di ricerca, studia al microscopio l'Hantavirus

Hantavirus sulla nave da crociera. 3 morti, il virus che spaventa il mondo

giovedì 07 maggio 2026 ore 15:45

Fino a qualche settimana fa, se avessimo chiesto in giro cos'è l'hantavirus, la maggior parte delle persone avrebbe alzato le spalle. Magari qualcuno l'avrebbe confuso con qualcos'altro. Eppure questo virus esiste, circola, e in certi casi uccide quasi un malato su tre.

E adesso è salito su una nave da crociera.

La MV Hondius, battente bandiera olandese, è partita da Ushuaia il primo aprile scorso diretta in Antartide. A bordo, 147 persone di 23 nazionalità diverse. Un viaggio da sogno, diciamo. Poi qualcosa è andato storto, molto storto. Un uomo olandese di 70 anni ha cominciato a stare male. Morto l'11 aprile. Sua moglie, 69 anni, lo ha seguito il 26 aprile. Una terza passeggera, una donna tedesca, è deceduta il 2 maggio. Tre persone. Tre vite spezzate da un virus che in Italia quasi nessuno conosce davvero.

Cos'è esattamente l'hantavirus?
L'hantavirus è una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori. Si contrae inalando polvere contaminata da urina, feci o saliva di topi infetti, spesso in ambienti chiusi e poco ventilati. Esistono 38 ceppi conosciuti. La maggior parte non si trasmette tra esseri umani. L'eccezione, l'unica eccezione, è il virus Andes, presente soprattutto in Sudamerica, che in rari casi documentati è passato da persona a persona.


Il ceppo trovato sui passeggeri della Hondius è il virus Andes. Lo ha confermato il ministro della Salute sudafricano davanti a una commissione parlamentare. Ed è qui che la storia smette di essere solo una notizia di cronaca e diventa qualcosa di più complesso.

Perché il virus Andes cambia tutto

Insomma, la differenza è sostanziale. La quasi totalità degli hantavirus si prende dai roditori, punto. Il virus Andes, invece, in certi casi documentati è passato direttamente da una persona all'altra. Non spesso, sia chiaro. Ma è successo. E la domanda che tengono in testa tutti gli esperti adesso è questa: sulla Hondius c'è stata trasmissione interumana?

Andrea Gori, professore di Malattie Infettive all'Università di Milano e direttore del reparto all'ASST Fatebenefratelli-Sacco, in una sua intervista rilassciata al “Corriere Salute” è stato molto chiaro: "anche se la trasmissione interumana non è ancora confermata, è corretto fare anche per i passeggeri della nave questa ipotesi". Non è un allarme. È scienza. È prudenza.

Per avere la prova definitiva servono analisi genetiche approfondite sul ceppo specifico, capire se ci sono mutazioni che spiegherebbero una maggiore contagiosità. Roba da laboratorio, insomma, non da talk show.

Il contagio tra persone può avvenire per via aerea. Il virus si localizza nei polmoni, replica lì, e può diffondersi tramite le goccioline del respiro attraverso un contatto stretto, prolungato, in uno spazio chiuso. Una nave, per esempio.

L'ipotesi: il birdwatching e la discarica di Ushuaia

Gli investigatori argentini hanno una teoria. La coppia olandese, prima di imbarcarsi, aveva girato per mesi tra Cile e Argentina. Boschi, escursioni, la Patagonia. E, secondo alcune fonti, avevano partecipato a un'escursione di birdwatching nei dintorni di Ushuaia, forse nei pressi di una discarica. Il contatto con i roditori infetti potrebbe essere avvenuto proprio lì.

Ushuaia è la città più a sud del mondo. La provincia di Tierra del Fuego, in cui si trova, non aveva mai registrato un caso di hantavirus nella sua storia. Ma questo, attenzione, non significa che il virus non ci fosse. Significa solo che nessuno lo aveva mai cercato.

Il periodo di incubazione del virus Andes, poi, complica tutto. Va da pochi giorni fino a sei-otto settimane. Capite il problema? Ricostruire dove e quando una persona si è infettata, con un margine del genere, è come trovare un ago in un pagliaio grande quanto la Patagonia.

La nave, le Canarie e le polemiche politiche
Dopo settimane in alto mare, la MV Hondius è stata diretta alle Isole Canarie su accordo tra l'OMS, l'Unione Europea e il governo spagnolo. Ma il governatore delle Canarie, Fernando Clavijo, si è opposto duramente: "in tutto l'arcipelago c'è un solo posto letto per questo tipo di pazienti. In tutta la Spagna solo 7". Il centro di riferimento individuato dal ministero è l'Hospital Universitario de La Candelaria a Santa Cruz di Tenerife. Intanto, Pedro Sánchez ha convocato una riunione straordinaria con i ministri di Sanità, Interno e Trasporti.


L'Argentina è l’epicentro?

Mentre il mondo seguiva la Hondius, l'Argentina pubblicava il suo Bollettino Epidemiologico Nazionale numero 806. I dati fanno impressione.

Tra luglio 2025 e aprile 2026, l'Argentina ha registrato 101 casi confermati di hantavirus. Trentadue morti. Il tasso di letalità ha raggiunto il 31,7%. Per fare un confronto su dati omogenei, nella stagione precedente i morti erano stati undici. Adesso sono saliti a trentadue… il triplo in un anno.

L'età mediana delle vittime è 36 anni. L'80% sono uomini, tra i 20 e i 49 anni. Non anziani fragili. Adulti in piena attività, spesso capifamiglia. Tra i ventenni e i trentenni la letalità tocca il 38%. Sono cifre che colpiscono!

E poi, c'è la questione geografica. Per anni l'hantavirus era stato considerato una malattia delle regioni remote, della Patagonia, del Nord-Ovest rurale. Adesso no. La provincia di Buenos Aires, da sola, ha registrato 42 casi confermati e 16 decessi. La metà di tutte le vittime di questa stagione. Il virus si è spostato in città, tra la gente, lontano dai boschi.

A Cerro Centinela, in Patagonia, tre conviventi si sono ammalati in sequenza. Le analisi genetiche hanno mostrato sequenze del virus identiche al 99,99 per cento tra i tre pazienti. Gli epidemiologi non girano intorno alle parole: il pattern è "compatibile con catene di trasmissione interumana".

Il clima impazzito che muove i roditori

Il cambiamento climatico non è uno sfondo generico. È una causa diretta, secondo gli esperti.

Hugo Pizzi, infettivologo argentino, lo dice chiaramente: “l'Argentina è diventata più tropicale, nuove piante producono più semi, i roditori si moltiplicano”. Raúl González Ittig, genetista dell'Università di Córdoba, aggiunge che quando le piogge aumentano cresce la vegetazione, crescono le popolazioni di roditori, e se i roditori sono infetti, il rischio di trasmissione all'uomo sale di conseguenza.

L'83% dei casi argentini di hantavirus si concentra oggi nel nord del paese, mentre prima erano quasi tutti in Patagonia. Il virus segue i roditori. I roditori seguono il clima. E il clima, beh, lo sappiamo tutti dove sta andando.

Hantavirus vs coronavirus, le differenze
È naturale chiedersi se ci troviamo di fronte a un nuovo Covid. La risposta degli esperti è no, almeno per ora. L'OMS ha dichiarato esplicitamente che non ci sono analogie con l'inizio della pandemia da Covid-19. L'hantavirus americano (incluso il ceppo Andes) causa una sindrome polmonare con mortalità fino al 40%. I ceppi europei e asiatici provocano invece febbre emorragica con coinvolgimento renale, mortalità fino al 25-30%. In ogni caso, non si trasmette facilmente. E non c'è motivo, per ora, di parlare di pandemia.


Cosa rischia l'Europa? E l'Italia?

Il Ministero della Salute italiano ha subito chiarito che a bordo della Hondius non ci sono passeggeri italiani. Ha allertato le Regioni e gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. Nessun allarme, massima attenzione.

L'ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie, ha classificato il rischio per la popolazione europea come "molto basso". Stessa valutazione dell'OMS, che non ritiene necessarie restrizioni ai viaggi. Un ex passeggero della Hondius è risultato positivo all'hantavirus a Zurigo, attualmente in cura all'Ospedale Universitario svizzero. Ma le sue condizioni, stando alle ultime notizie, sono stabili.

L'ECDC raccomanda alle autorità portuali di usare dispositivi di protezione individuale in caso di assistenza a persone con sospetta infezione. E continuerà a monitorare.

Il caso della MV Hondius ha reso visibile al resto del mondo quello che gli argentini sanno già da tempo: l'hantavirus non è una curiosità esotica relegata a qualche vallata remota, ma un virus reale, con una mortalità reale, che si sta espandendo… e che ha dimostrato di saper salire su una nave da crociera, attraversare l'Atlantico, e fare notizia in tutto il mondo.

Il monitoraggio, la ricerca, la sorveglianza epidemiologica... non sono burocrazie inutili. Sono un presidio fondamentale per tenere sotto controllo questo contagio.

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