04 Novembre 2026
Immagine di una lattina di energy drink generica, senza brand, con gradiente verde-azzurro elettrico e goccioline di condensa. Riporta la scritta "Obiettivo in Salute - Energy Drink". È appoggiata su una superficie grigio ardesia. Accanto alla lattina, l'ombra proiettata ha la forma di un classico cuore stilizzato. All'interno dell'ombra del cuore pulsa una linea di elettrocardiogramma neon rossa e ciano, irregolare e caotica, che simboleggia gli effetti sul ritmo cardiaco. Illustrazione creata con il supporto dell’AI e modificata manualmente con un software di fotoritocco

Energy drink e rischi cardiaci. Cosa dice il nuovo studio sui giovani

Mercoledì 04 novembre 2026 ore 08:21

Immagina la scena. Sono le dieci di sera, hai una consegna che scade all’alba oppure un allenamento che non vuoi saltare. Allunghi la mano e apri una lattina bella fresca. Gesto automatico, zero pensieri.

È proprio su quel “zero pensieri” che un nuovo studio americano ci invita a riflettere!

Una lattina, tante segnalazioni sospette

I ricercatori dell’Università della Virginia hanno setacciato il database in cui la FDA (l’ente americano per cibo e farmaci,) registra le segnalazioni di reazioni avverse. Lo studio ha riguardato il periodo dal 2017 al 2025 e ha coinvolto persone dai 13 anni in su. In totale, sono stati registrati 28.345 casi. Di questi, 854 riguardavano energy drink o integratori alimentari contenenti caffeina e altri stimolanti. I restanti 27.491 riguardavano prodotti alimentari ordinari privi di stimolanti, come bibite gassate, frullati sostitutivi dei pasti, barrette proteiche e vitamine.

Poi arriva il confronto. Ed è qui che emerge il dato che fa rumore.

Nei rapporti relativi ai prodotti con stimolanti, le segnalazioni di arresto cardiaco e infarto sono state circa 11 volte più frequenti rispetto ai prodotti senza stimolanti. Inoltre, chi consuma regolarmente queste sostanze ha mostrato una probabilità 4,5 volte maggiore di incorrere in malesseri cardiaci. Spiccano poi le segnalazioni di aritmie e palpitazioni (4 volte più frequenti), battito accelerato (quasi 3 volte), dolore toracico (2,7 volte) e svenimenti (il doppio delle volte).

Ma non è tutto. Quasi una segnalazione su due (45%) riguardava giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni. E il quadro era simile sia per gli uomini che per le donne.

Cosa c’è, oltre alla caffeina
Le formule contengono spesso guaranà, mate ed estratti di tè verde o caffè. Questi ingredienti possono sembrare innocui, ma contengono a loro volta sostanze stimolanti che si aggiungono alla caffeina già presente. Esistono, anche, sostanze meno note come la sinefrina, la yohimbina, l’efedra, il DMAA e l’higenamina. I ricercatori le hanno raggruppate per ingrediente, non per marca. Ecco perché i risultati si riferiscono a tipi di prodotti, non a una marca specifica.


Calma, però. Leggiamo le righe piccole

Lo studio mostra un’associazione, non una prova. È quanto affermano gli autori, ed è ciò che sottolinea anche Gregory Marcus, cardiologo presso l’Università della California a San Francisco. Marcus presiede il gruppo dell’American Heart Association (AHA) che ha redatto le linee guida del 2026 sulla caffeina (storico "scientific statement ", che sintetizza decenni di dati sul rapporto tra caffeina e salute cardiovascolare). Non ha partecipato a questa ricerca. Secondo lui, ci sono ragioni biologiche per sospettare un nesso, ma potrebbero aver influito anche altri fattori. Sono necessari altri studi.

Il motivo è semplice. Le segnalazioni sono volontarie, le mandano consumatori, medici e aziende. Non sappiamo quante persone hanno bevuto la stessa lattina senza alcun problema. Né sappiamo quante hanno avuto problemi, ma non ne hanno parlato con nessuno. In breve, manca omogeneità nei dati. I risultati della ricerca saranno presentati a Chicago alle Scientific Sessions (6-9 novembre) e restano preliminari finché una rivista scientifica non li valida.

Il paradosso dello scaffale

C’è una cosa che colpisce. Questi prodotti si trovano sugli scaffali accanto all’acqua. Negli Stati Uniti, la FDA li classifica come alimenti o integratori, non come farmaci. Perciò, non sono soggetti ad alcun test preventivo di sicurezza come quelli richiesti per i medicinali. Il messaggio implicito è: “Sono innocui”. Intanto, le vendite sono più che raddoppiate in dieci anni, oltre 20 miliardi di dollari nel 2024.

Poi c’è la questione del dosaggio. Secondo l’AHA, fino a 400 mg di caffeina al giorno sono generalmente sicuri per la maggior parte degli adulti… più o meno quattro o cinque tazze grandi (237 ml) di caffè nero americano. Alcuni energy drink ne contengono il triplo, a parità di volume. Certi pre-workout arrivano a concentrazioni quattro volte superiori a una tazza di caffè. Non ci vuole molto a sforare, soprattutto se lo fai tutti i giorni.

E in Europa?
L’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, raccomanda lo stesso limite massimo di 400 mg al giorno per gli adulti, con un massimo di 200 mg per dose. Per i bambini e gli adolescenti, il valore di riferimento è di 3 mg per chilogrammo di peso. Per le donne in gravidanza, il limite consigliato è di 200 mg al giorno.
Le regole sui prodotti sono severe: nell'Unione Europea, se il contenuto di caffeina è pari o superiore a 150 mg per litro, sull'etichetta deve comparire tassativamente l’avvertenza sul “tenore elevato di caffeina”, insieme al consiglio di non utilizzarla per bambini e donne in gravidanza. Questo significa che persino una classica lattina da 250 ml (che contiene in genere circa 80 mg di caffeina, pari a 320 mg/l) deve esporre questa etichetta d'allerta.


Riflessioni conclusive

Non bisogna fare i catastrofisti. Da un lato, non bisogna fare un dramma se ogni tanto beviamo una lattina. Dall’altro, ogni giorno (o addirittura due volte al giorno), magari con della vodka dentro… No, grazie.

Alcuni consigli pratici:

  • fai il punto sul tuo apporto totale di caffeina. Caffè, tè, cola, cioccolato e integratori pre-workout contano tutti, non solo la singola lattina;
  • fai sempre attenzione all’etichetta. Se non capisci cosa c’è dentro o vedi troppi stimolanti sconosciuti, è già un campanello d’allarme;
  • occhio ai mix micidiali. Mai assumerli insieme all’alcol ed evita tassativamente l'uso di energy drink ad alto dosaggio prima di un’attività fisica intensa;
  • se hai fattori di rischio, prudenza prima di tutto. Se soffri di palpitazioni, aritmie, ipertensione o se hai una storia familiare di morte cardiaca improvvisa, parlane prima con il tuo medico;
  • per gli adolescenti… meglio evitarlo del tutto.

E se, dopo averne bevuta una, sentissi il cuore in gola, avessi dolori al petto o ti girasse la testa fino a svenire? Fermati! Se il dolore forte, chiama il 112 (o il 118). Gli autori suggeriscono ai medici di chiedere sempre, ai giovani pazienti che presentano questi sintomi, se consumano energy drink. Quindi dillo tu per primo, senza imbarazzo.

La morale è semplice. L’energy drink non è il diavolo, però non è nemmeno acqua colorata. Conta quanto, quando e con cosa lo bevi. Terremo d’occhio la pubblicazione definitiva della ricerca sulla rivista scientifica per aggiornarvi su tutti gli sviluppi. Perciò, continua a seguirci!

La Redazione di Obiettivo in Salute

Fonte scientifica

Samayamanthula S. et al. (2026). 
Energy drinks, stimulant products linked to cardiac arrest, heart attack in young adults. 
American Heart Association Scientific Sessions.
https://newsroom.heart.org/news/energy...


Le immagini presenti in questo articolo sono state confezionate con l'ausilio di un software di intelligenza artificiale ed elaborate manualmente in post-produzione attraverso un software di fotoritocco.

Image

Obiettivo In Salute è un il portale dedicato alla salute, alla prevenzione e al benessere.  Ricco di News, articoli specialistici e consigli utili per migliorare il proprio stile di vita. Questo Sito Internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Ultimi Articoli

Menu