Illustrazione concettuale in stile high-tech di una scrivania medica con un computer portatile e una proiezione olografica 3D luminosa di una mammografia al centro

Tumore al seno e stile di vita. Cosa rivela il nuovo studio scientifico

giovedì 15 ottobre 2026 ore 09:18

Una donna nata nel 1930 diventava in sovrappeso, in media, intorno ai 58 anni. Una donna nata dopo il 1980? Intorno ai 32 anni.

Ben 26 anni di differenza.

È proprio questo dato ad attirare l’attenzione nel nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, redatto da ricercatori dell’Imperial College e dell’Institute of Cancer Research di Londra. Colpisce perché rivela una realtà semplice e in qualche modo inquietante. Il rischio di tumore al seno non si limita al periodo “dopo i 50 anni”. Comincia a svilupparsi molto prima.

Di cosa stiamo parlando?

I ricercatori hanno seguito 113.751 donne britanniche, reclutate tra il 2003 e il 2009, nell’ambito dello studio Breast Cancer Now Generations Study, con un’età mediana di 48 anni. Queste donne compilavano dei questionari, per poi ricompilarli nuovamente diversi anni dopo (in media, dopo 6 e 14 anni).

Risultato? Sono stati ricostruiti i cambiamenti, nel tempo, relativi a quattro abitudini legate al rischio di cancro al seno: consumo di alcol, fumo, attività fisica e peso.

Un dettaglio importante. Sebbene il fine ultimo di questo studio sia capire quali donne svilupperanno la malattia nel tempo, questo specifico filone si concentra su un aspetto diverso: descrivere come cambiano i nostri comportamenti nel corso della vita. Perciò, il suo scopo immediato non è contare le diagnosi, bensì mappare le nostre abitudini per capire in quali precisi momenti della vita sia più efficace intervenire con la prevenzione.

Dai 18 ai 25 anni. L’età in cui si decide più di quanto sembri

Lo studio evidenzia come il consumo di alcol, il fumo e l’attività fisica raggiungano il picco nella tarda adolescenza. È proprio in questa fase che si registrano i valori medi più elevati in termini di consumo e frequenza, prima che negli anni successivi inizi una graduale flessione.

Poi arrivano le responsabilità. L’università, il primo lavoro, una nuova casa, alcune relazioni che finiscono o iniziano. E il tempo dedicato all’attività fisica diminuisce drasticamente. Nello studio il “non ho tempo” è la barriera più citata dalle giovani donne, ed è credibilissima.

Nel frattempo il peso sale in fretta. L’aumento più veloce dell’indice di massa corporea (IMC) avviene proprio tra l’adolescenza e i 25 anni circa.

A vent’anni nessuna pensa al proprio seno. Eppure, è proprio in quel momento che si formano le abitudini.

Dai 30 ai 50 anni: bilance, aperitivi e giornate di 48 ore

È qui che la storia si fa complessa.

Sebbene il consumo di alcol e il fumo tendano a diminuire progressivamente dopo i fasti della giovinezza, subentra un altro grande avversario: l'ago della bilancia. Il peso continua ad aumentare in modo costante, tanto che le generazioni più recenti rischiano di varcare la soglia del sovrappeso (IMC pari o superiore a 25) già intorno ai 40 anni.

È proprio il momento in cui il lavoro, i figli e i genitori bisognosi di cure occupano ogni minuto del tempo libero. Non è una mancanza di forza di volontà. È semplicemente che le esigenze della vita adulta a quell’età vanno contro i nostri migliori sforzi.

Il professor Marc Gunter, uno degli autori, identifica specificamente questo periodo tra i 30 e i 50 anni come cruciale per frenare l’aumento di peso e consolidare il calo dei consumi di alcol, prima che gli effetti si accumulino...

Per quanto riguarda l’alcol, una cosa va chiarita. Per il tumore al seno il rischio cresce con la quantità, e una soglia a rischio zero non esiste. Non è necessario diventare astemi. Ma sapere che il “bicchierino quotidiano” non è innocuo, questo sì, è essenziale.

Il sovrappeso “inizia prima”
Lo studio ha messo a confronto diverse generazioni. Le donne nate tra il 1960 e il 2003 presentano un indice di massa corporea (IMC) più elevato a tutte le età rispetto alle loro coetanee più anziane. Quelle nate tra il 1908 e il 1959 hanno raggiunto un IMC massimo di circa 26 tra i 60 e i 75 anni. Per le donne più giovani, questo picco non è ancora visibile, ma le tendenze suggeriscono che sarà più elevato. Gli autori parlano di ambienti sempre più “obesogeni”, fatti di cibi molto calorici e vite sedentarie.


Dopo la menopausa non bisogna abbassare la guardia

Dopo i 60 anni il consumo di alcol tende a diminuire. Anche l’attività fisica cala. Il peso, invece, continua ad aumentare fino ai 60–70 anni, per poi diminuire leggermente.

Ma attenzione. Bere meno oggi non cancella il passato. Il rischio si accumula nel tempo, ed è proprio questo il messaggio chiave di questo studio. Dopo la menopausa, fattori come l’età, la storia familiare, la genetica, la storia riproduttiva e gli ormoni giocano un ruolo importante. Ma il sovrappeso resta la leva su cui si può ancora lavorare di più.

Rassegnarsi, quindi? No. Cambiare le proprie abitudini a 65 anni ha comunque senso, e queste scelte sono benefiche anche per cuore, glicemia e articolazioni.

Cosa non dice lo studio (e conviene sapere)

Bisogna essere onesti, perché su un argomento come questo, la sostanza conta più dei titoli a effetto.

Il campione non è rappresentativo di tutte le donne. Quasi la metà viveva nel sud dell’Inghilterra, il 99% era di etnia bianca e circa l’85% apparteneva a un gruppo socioeconomico di classe medio o alta. I dati sono stati forniti dalle stesse intervistate; pertanto, queste ultime tendono a sovrastimare la propria attività fisica e a sottostimare il proprio peso. Non sono stati raccolti dati sull’alimentazione. Inoltre, la soglia di sovrappeso usata (IMC 25) non vale allo stesso modo per tutte le etnie.

In poche parole, non possiamo semplicemente applicare queste cifre alle donne italiane. Il quadro generale, però, è molto coerente con quanto emerso da altri studi.

Riflessioni conclusive

Alcuni semplici pensieri, senza prediche:

  • se hai vent’anni, considera l’attività fisica come un appuntamento fisso. Anche solo 30 minuti, anche se si tratta semplicemente di camminare. E accetta l’idea che alcol e sigarette non rappresentano un “pacchetto obbligatorio” della socialità;
  • se hai quarant’anni, guarda con occhio un po’ più critico alla bilancia e alla tua agenda sociale. Piccoli aggiustamenti sostenibili sono meglio di una dieta drastica;
  • se hai superato la menopausa, impegnati a mantenerti in forma e a mantenere il tuo peso, poiché questo è il fattore più importante;
  • a qualsiasi età, la prevenzione primaria (stile di vita) non può sostituire la prevenzione secondaria. Parla con il tuo medico o ginecologo e partecipa agli screening mammografici offerti nella tua zona;

Amy Berrington, che sta conducendo lo studio, lo spiega molto bene. Questi stessi comportamenti riducono anche il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e altri tipi di cancro. Quindi non è uno sforzo sprecato.

In una frase: non esiste un’età sbagliata per iniziare, ma esistono età in cui un piccolo cambiamento rende di più. Capire quale è la tua è già un buon inizio.


La Redazione di Obiettivo in Salute


Fonte Scientifica

Jackson I., Heath A., Muller D., Jones M. E., García-Closas M., Berrington de Gonzalez A. & Gunter M. J. (2026).
Longitudinal trends in modifiable cancer risk factors in the Generations Study cohort in the United Kingdom.
Scientific Reports
https://www.nature.com/articles/s4...

Image

Obiettivo In Salute è un il portale dedicato alla salute, alla prevenzione e al benessere.  Ricco di News, articoli specialistici e consigli utili per migliorare il proprio stile di vita. Questo Sito Internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Ultimi Articoli

Menu