lunedì 10 febbraio 2025 ore 10:22
Una donna di 57 anni, ha vissuto un vero e proprio miracolo medico all’ospedale Molinette di Torino. Dopo anni di sordità totale, la signora ha riacquistato l’udito grazie a un intervento chirurgico rivoluzionario che ha combinato la rimozione di un tumore benigno e l’impianto di elettrodi cerebrali. Una storia che non solo commuove, ma dimostra come la medicina moderna possa superare limiti che sembravano invalicabili.
La paziente ha iniziato a perdere l’udito all’età di 25 anni a causa di un’otosclerosi, una patologia che colpisce l’orecchio interno. Nonostante l’uso di protesi acustiche e un intervento chirurgico, la sua capacità uditiva è peggiorata nel tempo. A complicare ulteriormente la situazione, le è stato diagnosticato un neurinoma dell’acustico, un tumore benigno del nervo vestibolare, che le ha causato vertigini e l’ha portata alla sordità completa.
“Ero disperata”, racconta la signora. “Non riuscivo più a sentire nulla, nemmeno la voce dei miei figli. Le vertigini mi impedivano di camminare e lavorare. Mi sentivo isolata dal mondo.”
La svolta è arrivata grazie all’équipe medica della Città della Salute di Torino, guidata dal professor Andrea Canale, otorinolaringoiatra, e dal dottor Francesco Zenga, neurochirurgo. L’intervento, durato 10 ore, ha incluso tre fasi cruciali:
La neurofisiologa Carola Junemann ha collaborato per garantire il corretto posizionamento dell’elettrodo, un passaggio fondamentale per il successo dell’operazione.
Dopo l’intervento, la paziente ha riacquistato la capacità di sentire e partecipare a conversazioni normali. Grazie alla stimolazione uditiva bilaterale (impianto cocleare a destra e ABI a sinistra), ha anche recuperato la percezione spaziale dei suoni e un miglioramento significativo dell’equilibrio, compromesso dalle vertigini.
“La prima volta che ho sentito di nuovo la voce di mio figlio, ho pianto di gioia”, racconta la paziente. “Ora posso guidare, lavorare e persino ballare. È come essere rinata.”
Questo intervento rappresenta un unicum a livello globale, dimostrando come la chirurgia e la tecnologia possano offrire nuove speranze a pazienti con condizioni complesse. L’assessore alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, ha definito l’operazione un “miracolo” e un esempio dell’eccellenza medica torinese.
“Siamo orgogliosi di poter offrire cure all’avanguardia ai nostri pazienti”, ha dichiarato il professor Canale. “Questa operazione apre nuove strade per il trattamento della sordità e delle patologie correlate.”
Questa storia, non è solo una testimonianza di coraggio e resilienza, ma anche un esempio di come la ricerca e l’innovazione medica possano cambiare la vita delle persone. Con interventi come questo, la medicina italiana si conferma all’avanguardia, offrendo soluzioni che fino a pochi anni fa sembravano impensabili.
Grazie alla dedizione dei medici torinesi e alla tecnologia avanzata, oggi la paziente può ascoltare di nuovo il mondo che la circonda. Una storia che ci ricorda l’importanza di investire nella ricerca e di credere nel potere della medicina.
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