Una donna è seduta davanti al PC e si tiene la schiena dolorante

Sedia da ufficio: come sceglierla, comfort e postura corretta

Quante ore passi seduto ogni giorno? Prova a contarle. Otto, nove, forse dieci se lavori da casa e poi ti metti sul divano a guardare la tua serie TV preferita. Ecco, sono tante. Troppe per una schiena che non ha il supporto che merita.

Ci sono persone che spendono fortune dal fisioterapista (spesso necessario) senza mai chiedersi una cosa banale: “la mia sedia da ufficio è fatta bene?

Questo non significa che una sedia risolva tutto. Però, possiamo dire che utilizzare quella sbagliata è un bel modo per complicarsi la vita.

Questa guida nasce proprio da qui. Vediamo insieme cosa guardare, cosa evitare e come capire quale sedia fa davvero al caso tuo. 


Indice

 

Stare seduti fa male? Dipende da come lo fai

Il corpo umano non è stato progettato per stare fermo su una sedia otto ore al giorno. Questo è risaputo. Ma la sedentarietà, da sola, non è l'unico problema. Il vero guaio è stare seduti male. Schiena curva, collo in avanti, spalle alzate... suona familiare?

Quando la colonna vertebrale perde la sua curva naturale (quella leggera "S" che ha quando sei in piedi), i muscoli attorno iniziano a lavorare in modo anomalo per compensare. Nel tempo arrivano le tensioni, i dolori cervicali, la lombalgia… e l'affaticamento cronico, quello che ti fa finire il pomeriggio con un mal di testa che non sai da dove viene.

C'è differenza tra una seduta attiva e una passiva. Quella attiva ti chiede un minimo di impegno muscolare, ti tiene sveglio. Quella passiva ti "inghiotte" e ti lascia rigido dopo un'ora. Le sedie ergonomiche puntano proprio a questo equilibrio.

Postura e problemi muscolo-scheletrici
Secondo uno studio pubblicato su Applied Ergonomics nel 2019 (Low back pain and its relationship with sitting behaviour among sedentary office workers), quasi il 40% dei lavoratori da ufficio riferisce dolori muscolo-scheletrici correlati alla postura. La zona più colpita? La zona lombare, seguita da collo e spalle. Interessante notare che il problema non riguarda solo chi lavora molte ore, ma anche chi lo fa per poche ore con una postura sbagliata. Insomma, non è solo una questione di quantità.


Le tipologie di sedie

Partiamo dall'inizio. Non tutte le sedie da ufficio sono uguali, e capire le differenze ti risparmia un sacco di confusione.

Sedia operativa è quella classica, quella che trovi in quasi tutti gli uffici. Funzionale, regolabile, pensata per l'uso quotidiano intensivo: 

  • pro. Costo contenuto, buona versatilità;
  • contro. Spesso manca di supporto lombare vero.

Sedia direzionale è più imbottita, più "importante" visivamente. La vedi spesso negli studi dei dirigenti: 

  • pro. Comfort immediato;
  • contro. Non sempre ergonomica nel senso stretto del termine. Bella a vedersi, non sempre buona per la schiena.

Sedia ergonomica è quella progettata avendo come obiettivo la salute del nostro corpo. Regolazioni su tutto, supporto lombare studiato, materiali pensati per lunghe sessioni. 

  • pro. Il meglio per chi lavora molte ore;
  • contro. Prezzo più alto, e non tutte quelle etichettate "ergonomiche" lo sono davvero.


Le caratteristiche che contano davvero 

Ok, ora arriviamo al punto. Cosa guardare veramente quando scegli una sedia da ufficio?

Il supporto lombare è delle cose più importante. Quella zona della schiena, tra le ultime costole e il bacino, ha bisogno di essere sostenuta. Se lo schienale è piatto e non segue la curva della tua schiena, i muscoli lombari lavorano il doppio. Meglio scegliere un supporto regolabile in altezza, così lo adatti alla tua conformazione.

Lo schienale dovrebbe essere abbastanza alto da sostenere anche le spalle, e dovrebbe avere una leggera inclinazione verso l'indietro. Non dritto come un muro. Non troppo reclinato. Una via di mezzo.

La seduta ha tre aspetti che trascuriamo sempre. La profondità (tra il bordo e lo schienale dovresti riuscire a mettere due dita). L'imbottitura (né troppo morbida, né troppo rigida). E la traspirabilità del tessuto, fondamentale se ci passi ore. La mesh (rete) è più fresca del tessuto tradizionale.

I braccioli sembrano un dettaglio. Non lo sono. Spalle e collo ringraziano quando le braccia hanno un appoggio regolabile. Meglio se regolabili in altezza e larghezza, così non ti costringono a posizioni innaturali.

L'altezza regolabile, naturalmente. La sedia deve permetterti di tenere i piedi piatti per terra e le ginocchia a 90 gradi.

Base e ruote non sono un pensiero secondario. Cinque razze almeno per la stabilità. Le ruote vanno scelte in base al pavimento: quelle per parquet rovinano i materiali duri, quelle standard scivolano troppo sulla moquette.

Sedie da gaming
Sono molto di moda ultimamente, sembrano ergonomiche ma spesso non lo sono. Sono progettate per un'estetica specifica e per sessioni di gioco, non per lavoro prolungato. Il poggiatesta fisso, il sostegno lombare a cuscino (spesso spostato dalla posizione ideale), le proporzioni studiate per figure specifiche... insomma, se lavori 8 ore al PC, meglio una sedia da ufficio ergonomica vera. Il gaming è altro.


"Ergonomico" non significa quasi niente (da solo)

La parola "ergonomico" è diventata uno strumento di marketing. La trovi anche su sedie da 80 euro che non hanno nessuna regolazione degna di questo nome.

L'ergonomia, quella vera, significa che la sedia si adatta a te. Non tu a lei. Significa che puoi regolare l'altezza, la profondità della seduta, l'inclinazione dello schienale, il supporto lombare, i braccioli. Più regolazioni ha, più la sedia è davvero ergonomica.

Una sedia che non puoi personalizzare non è ergonomica. È solo una sedia con un brend.

Qual è la sedia giusta per te?

Dipende da chi sei e da quanto la usi. Vediamolo insieme.

Se lavori 8 ore al PC non hai alternative. Devi investire in una sedia di qualità, con tutte le regolazioni del caso. Non è un lusso, è una necessità. I modelli di fascia medio-alta (300-600 euro) ti danno già molto.

Se sei studente e stai diverse ore alla scrivania, non servono necessariamente le soluzioni più costose. Una buona sedia operativa con supporto lombare decente, intorno ai 150-250 euro, può fare il suo lavoro.

Per lo smart working occasionale (diciamo, 2-3 giorni a settimana) puoi permetterti qualcosa di meno specializzato. Ma almeno l'altezza regolabile e il supporto lombare non devono mancare.

Se hai già dolori cervicali o lombari consulta prima un fisioterapista o un medico. Davvero. Non affidarti solo a una guida su internet per un problema già esistente. Detto ciò, in questi casi un poggiatesta regolabile e un supporto lombare ben posizionato diventano prioritari.

Quindi, quali sono i costi?

In linea di massima, possiamo dividere le sedie in tre fasce di prezzo.

Fascia economica (sotto i 150 euro) può andar bene per usi occasionali. Ma non aspettarti miracoli. Spesso mancano le regolazioni che contano e i materiali cedono presto.

Fascia media (150-400 euro). Buon rapporto qualità-prezzo per chi lavora da casa o in ufficio 5-6 ore al giorno.

Fascia alta (oltre i 400 euro) ha senso se lavori molte ore ogni giorno, se hai problemi alla schiena già esistenti, o se vuoi qualcosa che duri davvero 10-15 anni. Sono investimenti, non costi.

Errori da evitare

Guardare solo il prezzo. È il classico. Capisco che il budget abbia un peso, ma una sedia economica usata 8 ore al giorno ti costerà di più in fisioterapia.

Scegliere per l'estetica. Quella nera lucida stava bene nell'ufficio visto su Internet, ma la tua schiena non guarda le foto del Web.

Ignorare le regolazioni. Compri la sedia, la monti, ti ci siedi. Senza regolare niente. E poi ti chiedi perché fa male uguale. Le regolazioni vanno usate, non guardate.

Non considerare il tempo di utilizzo. Una sedia "abbastanza buona" per due ore diventa un problema per otto.

Comprare online senza leggere le schede tecniche e le recensioni. Le specifiche ci sono, basta leggerle. Peso massimo supportato, dimensioni seduta, tipo di regolazioni... non affidarti solo alle foto.

Come usarla nel modo giusto

Diciamocelo chiaramente. La maggior parte delle persone monta la sedia, la alza più o meno all'altezza che sembra giusta, e poi ci sta seduta per anni senza toccare più niente. È un errore enorme. Forse il più comune di tutti.

Una sedia ergonomica che non viene regolata è come comprare un paio di occhiali su misura senza andare mai dall'ottico. Bella idea, risultato zero.

Allora proviamo a fare le cose per bene. Non ci vuole molto.

 

sei vignette in cui sono raffigurate le regolazioni della sedia ergonomica

 

L'altezza è la prima cosa. Siediti dritto, piedi piatti a terra. Le ginocchia devono formare un angolo di circa 90-100 gradi, e il bacino dovrebbe essere leggermente più alto delle ginocchia. Non il contrario. Se noti che devi alzare le spalle per appoggiare gli avambracci sulla scrivania, il problema non è la sedia: è il piano di lavoro che è troppo basso.

Un errore frequente è regolare la sedia in base all'altezza del tavolo. No. Si fa al contrario. Prima si regola la sedia, poi eventualmente si aggiusta il tavolo (se è regolabile).

La profondità della seduta è un'altra cosa che si trascura. Dovresti riuscire a mettere circa quattro dita tra il bordo della sedia e il retro del ginocchio. Se il bordo ti pressa il polpaccio, la seduta è troppo profonda. Nel tempo crea fastidi alla circolazione. Non subito, ma arriva.

Lo schienale ergonomico ha una forma che segue la colonna vertebrale. Quel punto di massima curvatura deve appoggiarsi sulla tua zona lombare, all'altezza della cintura circa. Se senti che lo schienale ti spinge in un punto strano o ti fa sentire più teso dopo un po', prova a spostarlo di qualche centimetro su o giù. Basta pochissimo per cambiare tutto. Sembra strano, lo so, ma funziona così.

I braccioli. Ah, i braccioli. Sottovalutatissimi. Se sono troppo bassi o troppo alti, le spalle ne risentono. Devono essere all'altezza giusta per permettere alle braccia di piegarsi a 90 gradi, con le spalle completamente rilassate. Completamente! Se le senti alzarsi anche un po', scendi di un paio di centimetri.
Anche la profondità conta: i gomiti devono appoggiarsi senza che tu debba allontanarti dalla scrivania in modo innaturale.

Il poggiatesta (quando c'è) può fare due cose diverse a seconda di come lo regoli. Puoi usarlo come supporto per la nuca, oppure come appoggio vero e proprio per la testa. Nessuna delle due è sbagliata. L'importante è che la testa resti nella sua posizione naturale, senza essere spinta in avanti o all'indietro. Se dopo un'ora hai fastidio al collo, la regolazione non è giusta. Ritocca ancora.

Regolare la sedia è un processo. Non lo fai una volta e basta. Quando cambi scrivania, quando prendi un monitor nuovo, quando inizi a sentirti stanco in modo diverso... torni lì e ritocchi. È normale.

E poi c'è la cosa più ovvia di tutte, quella che tutti sanno e nessuno fa davvero. Alzarsi. Ogni ora circa, anche solo per cinque minuti. Fare due passi, stiracchiare la schiena, guardare lontano per riposare gli occhi. Nessuna sedia al mondo, per quanto perfetta e costosa, compensa l'immobilità prolungata. Il corpo ha bisogno di muoversi. Punto!

Manutenzione. Ci pensiamo mai?

Quasi mai, appunto. Eppure, una sedia dura molto di più se la si cura un minimo.

Pulisci il tessuto con un panno umido ogni tanto. Controlla ogni sei mesi che le viti siano strette e che il meccanismo di regolazione funzioni. Le ruote si intasano di capelli e polvere, basta toglierla con uno stuzzicadenti o un coltellino.

Quando sostituirla? Quando le regolazioni non tengono più, quando la seduta ha ceduto visibilmente, quando il supporto lombare non c'è più. In media una buona sedia dura 7-10 anni con un uso normale.

La sedia scende da sola? Ecco come sostituire il pistone a gas

C'è un problema che prima o poi capita a quasi tutti. Ti siedi, regoli l'altezza, e dopo pochi minuti ti ritrovi più basso di prima. La sedia scende lentamente, quasi di nascosto. È il segnale classico che il pistone a gas (chiamato anche molla a gas o montante pneumatico) sta cedendo.

Ora, so già cosa stai pensando. "Compro una sedia nuova". Aspetta un secondo.

Il pistone a gas è un componente sostituibile. Non devi buttare tutto. E la sostituzione, insomma, è più semplice di quanto sembri.

Il pistone a gas
Questo componente funziona esattamente come quei pistoni che tengono aperto il cofano dell'auto o il portellone del bagagliaio. All'interno c'è azoto compresso ad alta pressione, che si espande e si comprime a seconda del carico. La quantità di gas determina la forza della molla. Importante: non aprire mai il pistone. L'azoto all'interno è ad alta pressione e il componente potrebbe anche esplodere. Non è una precauzione generica, è una cosa seria. Lascia stare l'interno e limitati alla sostituzione del pezzo intero.


Prima di buttarlo, prova una cosa
. A volte il pistone non cede del tutto, la valvola si può inceppare per via della polvere o di un residuo di lubrificante indurito. In questo caso puoi provare a spruzzare sulla valvola (che si trova nella parte bassa del cilindro) uno di quei comuni spray lubrificanti che si trovano in qualsiasi ferramenta. Sai, quelli che usi per le cerniere cigolanti o le viti arrugginite. Poi aziona la leva dell'altezza più volte di fila. Spesso, basta questo per rimettere tutto in moto.

Se non funziona, allora sì, si sostituisce il pistone.

Come si fa? Serve un martello di gomma. Niente di più. Quelli che si usano per le piastrelle… lo si trova in qualsiasi ferramenta.

Il pistone è incastrato nella base della sedia (raramente è avvitato), quindi va estratto a colpi controllati. Appoggia la sedia su un fianco, afferra il pistone e batti con decisione sulla staffa metallica posta sotto la sedia là dove è inserito il pistone. La vibrazione del colpo consente al pistone di muoversi e, quindi, di poterlo sfilare. A volte, purtroppo, il pistone è così incastrato che è davvero difficile toglierlo in questo modo. In questi casi bisogna aiutarsi con una chiave “giratubi”. Tieni ferma la sedia, aggancia la chiave alla parte alta del pistone e gira con tutta la tua forza, vedrai che verrà via facilmente.

Staccare la base (con le cinque razze e le ruote) non è mai un problema, non dovrai fare molti sforzi. Fai attenzione ai piedi, perché la base in metallo è pesante.

I pistoni a gas per sedie da ufficio sono componenti standardizzati
Nella maggior parte dei casi esistono due lunghezze principali (cilindro standard e cilindro lungo, per le sedie alte). Prima di ordinarne uno nuovo, misura la lunghezza del vecchio pistone e controlla il diametro del cilindro. I ricambi si trovano facilmente online, spesso a meno di 20-30 euro. Se non ricordi il modello della sedia, smonta il pistone e misura lunghezza e circonferenza, poi, confronta le misure riportate nel tuo shop online preferito. Molti venditori specializzati in forniture per ufficio offrono anche assistenza per identificare il ricambio giusto.


Una volta che hai il pistone nuovo, l'installazione è semplice. Inseriscilo nell'alloggiamento del tornello con una presa ferma, senza martellare (il martello lo usi solo per smontare, non per rimontare). Poi appoggia il sedile sopra e siediti. Il peso fa il resto, il pistone si incastra da solo nella sede.

Ah, prima di rimontare tutto, approfitta del momento per pulire per bene le parti interessate con un panno morbido e uno spray multiuso. Le cromature eventualmente ossidate si puliscono sfregando con mezzo limone (sì, il limone fresco, l'acido citrico funziona davvero) oppure con un prodotto specifico da ferramenta. Poi, un velo sottile di vaselina sulle parti cromate per proteggerle dall'umidità.

Domande frequenti

Qual è la migliore sedia da ufficio per la schiena? Non esiste una risposta universale. In linea generale, una sedia con supporto lombare regolabile, schienale inclinabile e altezza personalizzabile copre la maggior parte delle esigenze. 

Quanto deve costare una buona sedia ergonomica? Per un uso quotidiano intensivo, dai 250 euro in su si trova già qualcosa di valido. Sotto i 150 euro è difficile avere tutte le regolazioni necessarie.

Le sedie da gaming sono adatte per lavorare? In linea di massima no, non per uso prolungato. Sono pensate per altri scopi e, spesso, mancano di un'ergonomia adatta alle ore di lavoro tipiche.

Ogni quanto va cambiata una sedia da ufficio? Con uso normale e manutenzione minima, una buona sedia dura tra i 7 e i 10 anni. Quando le parti mobili non tengono più o la seduta ha ceduto, è il momento di cambiarla.

Qual è la differenza tra seduta attiva e seduta passiva? La seduta passiva è quella delle sedie tradizionali. Il corpo si appoggia, i muscoli posturali si rilassano e la colonna vertebrale regge tutto da sola. Nel tempo i muscoli si indeboliscono e i dischi intervertebrali subiscono una pressione statica continua, senza il beneficio del movimento.
La seduta attiva, invece, stimola i muscoli a lavorare per mantenere l'equilibrio, anche solo con micro-movimenti. Un po' come quando sei in piedi. I dischi si comprimono e si decomprimono e la schiena fatica meno nel lungo periodo.
Non è una soluzione miracolosa, sia chiaro. Ma capire questa differenza aiuta a scegliere la sedia giusta e, soprattutto, a non restare immobile per ore.

Riflessioni conclusive

Non esiste la sedia perfetta in assoluto. Esiste quella giusta per te, per la tua corporatura, per le tue ore di lavoro, per i tuoi eventuali dolori. Scegliere con consapevolezza non significa spendere una fortuna. Significa informarsi, capire cosa serve davvero, e non delegare la scelta al colore o al prezzo.

La sedia da ufficio è una delle poche cose su cui passi quasi tutto il tuo tempo attivo. Vale la pena trattarla come l'investimento che è.

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