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LA PET THERAPY

Dott. Alfredo Cappello 
Pediatra di base 
Direttore Parafarmacia Partigiani - Lecce 

Per pet therapy si intende un insieme di terapie e attività che si svolgono tramite la collaborazione e l’ausilio degli animali, e che si affiancano a tradizionali cure mediche e neuropsicologiche tradizionali già in corso per ottenere una più efficace riabilitazione psico-fisica.

Si tratta di una co-terapia che non vuole sostituirsi alla psicoterapia, fisioterapia e soprattutto non può rimpiazzare la terapia farmacologica. Nasce e si sviluppa invece con l’obiettivo di essere una terapia aggiuntiva con lo scopo di facilitare e favorire un decorso positivo delle altre terapie in atto.
Grazie alla pet therapy gli animali finalmente smettono di essere merce di consumo e sono impiegati a livello terapeutico con portatori di handicap, cardiopatici, ansiosi e depressi, con anziani e bambini affetti da disturbi anche gravi della personalità, in ospedali, carceri, centri psichiatrici e centri di recupero per tossicodipendenza.
Tuttavia è importante sottolineare che vi è differenza tra il rapporto che si instaura con il proprio animale domestico e la relazione che si instaura nell’ambito della Pet-Therapy.

La relazione che si instaura tra uomo e animale nell’ambito della pet-therapy è sempre vista in un’ottica terapeutica, quindi di solito si svolge in particolari contesti (ad esempio una clinica) e non tra le mura di casa.

Mentre con il proprio animale domestico si tende ad instaurare un rapporto basato principalmente sulla spontaneità dei gesti, nella Pet-therapy il rapporto mira ad ottenere effetti terapeutici e benefici in termini psico-fisici nei confronti della persona che vi si sottopone.
Ciò significa che la relazione uomo/animale viene seguita e monitorata da professionisti esperti e si struttura secondo un protocollo ben preciso.

Essa non rappresenta una terapia a sé, ma si identifica come un intervento sussidiario che aiuta, rinforza, arricchisce e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti di qualsiasi età e affetti da diverse patologie con l'obiettivo di miglioramento della qualità di vita dell'individuo e del proprio stato di salute rivalutando, nel contempo, il rapporto uomo-animale.

Ulteriore scopo di queste co-terapie è quello di integrarsi con le normali attività terapeutiche facilitando l'approccio delle varie figure medico-sanitarie e riabilitative soprattutto nel caso in cui il paziente non dimostri collaborazione spontanea.

La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare il rapporto emotivo con il paziente favorendo il canale di comunicazione paziente-animale-medico e stimolando una partecipazione attiva del soggetto stesso.

Spesso si dice che l’animale suscita emozioni, facilita le relazioni, rappresenta un sostegno per la persona, ritenendo così che l’animale faccia sempre bene.

Non è però così vero: bisogna capire cosa determina il beneficio, come produrre tale contributo e come correlare il contributo dell’animale al bisogno della persona.

Sta qui la differenza fra il semplice approccio all’animale e la pet therapy.

Questi interventi funzionano solo se la relazione che si instaura fra un animale domestico e un utente (bambino, anziano, persona malata etc…) stimola in esso un’attivazione emozionale e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi.

Esiste un'ampia ricerca sul fatto che la terapia assistita da animali funzioni e dati convincenti mostrano che gli animali domestici hanno la capacità di alleviare lo stress, l'ansia e fornire conforto ai pazienti.

Tuttavia, è stato dimostrato che gli effetti positivi di accarezzare e giocare con un animale sono misurabili anche in persone senza condizioni cliniche di base.

In generale, l'interazione con un animale domestico diminuisce l'angoscia e migliora l'umore.

Gli effetti della pet therapy sono misurabili, come dimostrato da un aumento del rilascio di endorfine nella persona che interagisce con l'animale. Le endorfine sono sostanze chimiche cerebrali che vengono rilasciate e ti fanno sentire bene. Le endorfine si legano e attivano i recettori oppioidi nel sistema nervoso, agendo come antidolorifici e producendo euforia.

L’animale non giudica, non rifiuta, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi.
In sua compagnia diminuisce il battito cardiaco e calano le ansie e le paure. Inoltre, favorisce la piena espressione delle persone, che tra gli umani si riduce di solito solo al linguaggio verbale.

L’animale deve essere considerato come “partner di relazione”; questo gli consente di essere un interlocutore portatore di una prospettiva diversa e nuova per l’uomo, che nel dialogo diviene un valore aggiunto.

Alcune attività di relazione hanno effetti calmanti, altre stimolanti, altre ancora decentranti o capaci di aumentare l’autostima, alcune danno competenze alle persona o la aiutano nelle attività di auto narrazione, altre migliorano la socializzazione o la cura del sé.

I servizi di pet therapy si basano quindi sulla prescrizione di specifiche attività di relazione che variano a seconda degli obiettivi che il medico curante o la figura di riferimento ha predisposto per il proprio paziente

Per un bambino interagire con un animale può voler dire sviluppare processi di apprendimento più rapidi e imparare a prendersi cura di qualcuno diverso da sé.
Una bella occasione di crescita, perché l’animale ha per lui una grande valenza emotiva: accarezzarlo e coccolarlo provoca un gradevole contatto fisico e stimola creatività e capacità di osservazione.

Un discorso a parte riguarda gli interventi per bambini e ragazzi con disabilità che grazie alla relazione con l’animale possono trovare nuovo entusiasmo e motivazione nell’affrontare piccoli compiti quotidiani e sperimentare una modalità facile e spontanea di interazione. L’importante è che ogni progetto sia costruito ad personam, valutando le esigenze specifiche dell’utente.

Per la sua innata vicinanza all’uomo, il cane è sicuramente l’animale più adatto a svolgere le terapie e le attività rientranti nella Pet-therapy. Il cane favorisce il relax fornendo al paziente la motivazione per muoversi ed uscire di casa, e stimola il senso di accudimento.
Alcuni giochi ed esercizi messi a punto durante la Pet-therapy, servono a favorire la concentrazione ed accrescono l’autostima, e grazie a questi le persone con problemi relazionali riscoprono il piacere della condivisione e dello svago.

Effetti benefici dell’interazione con i cani sono stati anche dimostrati nel caso di giovani usciti dal coma e di bambini ricoverati in ospedale, che con gli amici pelosi hanno trovato la voglia di giocare e divertirsi anche in corsia.
L’animale diventa un veicolo importante all’interno di programmi educativi per lo sviluppo delle capacità relazionali e cognitive dei bambini, soprattutto di quelli più sensibili o con disagi psichici.

I cani per esempio vengono utilizzati nella terapia di bambini affetti da autismo per comunicare e a interagire col mondo, migliorandone le capacità di socializzazione.

Gli anziani che possiedono un cane o un gatto sono meno depressi e soffrono meno di solitudine.

Gli anziani che vivono soli, grazie alla compagnia di un cane si sentono motivati ad uscire e condividere con altre persone che possiedono un animale, esperienze di vita e problemi.

Anzi l’amico a quattro zampe può aiutarli a ritrovare una ragione per vivere, migliorandone sensibilmente l’umore e le condizioni psicofisiche.

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