Hai presente quei palloncini colorati che si vedono spesso ai festival estivi o nei video sui social? Ecco. Non sono semplici palloncini. O meglio, lo sono… ma quello che ci soffi dentro non è aria.
È gas esilarante. E se pensi che sia una roba innocua, continua a leggere.
Ne sentiamo parlare sempre di più, e non solo nei contesti che ti aspetteresti. Ne parlano genitori preoccupati, medici, insegnanti. Ne parlano ragazzi che lo hanno provato senza sapere davvero cosa stessero facendo. E ne parlano anche i giornali, ogni volta che una storia finisce male.
Il punto è che in molti lo considerano una specie di "svago leggero". Legale, facilmente reperibile, usato persino in ambito medico. Insomma, che male vuoi che faccia?
Parecchio, a dire il vero.
Indice
Il nome scientifico è protossido di azoto. Formula chimica N₂O, per chi ama i dettagli. È un gas incolore, con un odore leggermente dolciastro, e ha una lunga storia di utilizzo in campo medico dove viene impiegato come anestetico e analgesico, soprattutto in odontoiatria e nei reparti di maternità.
Ma lo trovi anche in cucina, diciamo così. Le cartucce per montare la panna spray lo contengono in grandi quantità. Ed è proprio lì che nasce il problema: quelle piccole bombolette argentate, le "whippets" come le chiamano in inglese, sono facilmente acquistabili ovunque.
Spesso è facilmente acquistabile, con controlli limitati o assenti in molti contesti.
Okay, questa parte spieghiamola bene perché è importante capire cosa succede nel cervello.
Quando si inala protossido di azoto, gli effetti arrivano in pochi secondi. Si parla di euforia intensa, una sensazione di leggerezza quasi surreale, distorsione dei suoni (la famosa "voce da cartone animato") e una percezione alterata del tempo e dello spazio. Dura poco. Pochissimo. Circa 45-60 secondi.
Ed è proprio questa brevità a renderlo attraente. Sembra controllabile. Sembra finire subito.
È diffusissimo tra i giovani, soprattutto nei contesti notturni, ai concerti, ai rave. Secondo un rapporto dell'EMCDDA (l'Osservatorio Europeo per le Droghe e le Tossicodipendenze) del 2022, il protossido di azoto è diventato una delle sostanze più usate dai giovani europei.
Nel breve termine, il gas esilarante può causare capogiri, nausea, disorientamento e una significativa riduzione dei riflessi. Non stiamo parlando di "essere un po' allegri". Stiamo parlando di uno stato in cui perdi il controllo del tuo corpo.
Perdita di coscienza? Sì, può succedere. Specialmente se si assumono dosi eccessive o se si è seduti in una posizione sbagliata. Ci sono persone che sono cadute, si sono ferite, si sono fratturate qualcosa. Non perché fossero stupide, ma perché nessuno aveva spiegato loro cosa ci fosse davvero dentro quel palloncino.
E poi, c'è il rischio più sottile: l'ipossia. Cioè la mancanza di ossigeno. Quando inspiri protossido di azoto, stai sostituendo ossigeno con un altro gas. Se lo fai in modo eccessivo o in uno spazio chiuso, il cervello semplicemente non riceve abbastanza ossigeno. In casi estremi, questo può portare a danni neurologici permanenti.
Qui entriamo nel territorio che preoccupa di più. I rischi a lungo termine.
L'uso prolungato di protossido di azoto interferisce con il metabolismo della vitamina B12. Questo non è un effetto collaterale marginale. La vitamina B12 è fondamentale per il sistema nervoso, per la produzione dei globuli rossi, per il funzionamento cognitivo. Una sua carenza grave può portare a neuropatie periferiche, cioè danni ai nervi che si manifestano con formicolii, difficoltà motorie, perdita di sensibilità agli arti.
Ci sono casi documentati di ragazzi di 20 anni che non riuscivano più a camminare normalmente. Ragazzi… vent'anni!
I danni cognitivi includono difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, stati confusionali. E la cosa più inquietante è che in alcuni casi i danni sono permanenti. Non si torna indietro.
Questo argomento lo si sente spesso. Ed è uno dei ragionamenti più fuorvianti che ci siano.
Sì, il protossido di azoto viene usato in ambito medico. Ma c'è una differenza enorme tra uso controllato e uso ricreativo. In un contesto clinico, la dose è misurata con precisione. Il paziente è monitorato. L'ossigeno viene somministrato in contemporanea per evitare l'ipossia. Il medico è presente e sa cosa fare se qualcosa va storto.
Quando si usa in un campo festival, su un marciapiede, in una stanza di un appartamento… non c'è niente di tutto questo. Nessun controllo. Nessuna rete di sicurezza. Solo un palloncino e la speranza che vada bene.
Il contesto cambia tutto!
In Italia, la situazione normativa è… complicata, diciamo. Il protossido di azoto non è una sostanza stupefacente ai sensi della legge 309/90. Non è illegale possederlo o acquistarlo. Viene venduto legalmente come prodotto alimentare o per uso industriale.
Però. Alcune regioni e alcuni comuni hanno emesso ordinanze locali per limitarne la vendita. La Commissione Europea ha iniziato a discutere di regolamentazioni più stringenti. Nel Regno Unito, nel 2023, è stato classificato come sostanza controllata di Classe C.
In pratica ci troviamo in una zona grigia in cui il prodotto è legale, ma l'uso ricreativo è moralmente e medicalmente problematico. E questa ambiguità non aiuta nessuno, soprattutto i ragazzi.
Se conosci qualcuno che usa gas esilarante con frequenza, ci sono segnali a cui prestare attenzione. Cambiamenti nel comportamento, irritabilità, difficoltà di concentrazione. Formicolii alle mani o ai piedi. Problemi di equilibrio. Un uso sempre più frequente, quasi compulsivo.
Non stiamo dicendo che chi ha provato il gas esilarante una volta sia "a rischio dipendenza". Ma l'uso ripetuto è una storia diversa. E i segnali fisici, quando arrivano, vanno presi sul serio.
Purtroppo, non basta dire "non fatelo". Non funziona così. Non ha mai funzionato così.
Quello che serve è informazione reale, concreta, senza paternalismi. I ragazzi non hanno paura di qualcosa che non capiscono davvero. Ma se gli viene spiegato, nei dettagli, cosa succede a un nervo quando la vitamina B12 viene distrutta, se gli vengono mostrate le storie di chi ha perso sensibilità alle gambe a vent'anni… qualcosa cambia.
Il ruolo dei genitori è fondamentale, ma solo se sono disposti a parlarne senza drammatizzare. E la scuola dovrebbe fare di più. Molto di più. L’educazione alle dipendenze dev’essere aggiornata, non come quella degli anni '90, in cui si parlava dell’eroina come unico problema esistente.
Il messaggio che si vuole lasciare è semplice: “il gas esilarante non è innocuo solo perché è legale. Non è sicuro solo perché lo usano in ospedale. Non è privo di rischi solo perché gli effetti durano pochi secondi”.
I danni neurologici, la carenza di vitamina B12, i rischi di ipossia sono reali. Documentati. Non sono bugie inventate per spaventare i giovani.
Informarsi è un atto di rispetto verso sé stessi. E parlarne, senza giudicare, è il modo migliore per proteggere chi ci sta intorno.
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