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CELIACHIA: FATTORI SCATENANTI E CIBI DA EVITARE

ITALIANI SEMPRE PIÙ A RISCHIO. LE LINEE GUIDA 2024

Aumento della celiachia nella popolazione italiana: si stima che siano circa 224mila i casi diagnosticati ma potrebbero essere molti di più, perché spesso la malattia è asintomatica e, di conseguenza, può non essere inquadrata subito. Questo accade per via dei numerosi disturbi a essa correlati che rendono i sintomi non sempre chiari e la diagnosi non sempre facile da accertare. Per effettuare una diagnosi corretta a volte si impiegano tempi lunghissimi, addirittura 6 anni, ed è per questo motivo che ci sono pazienti non consapevoli di soffrirne che continuano a seguire una dieta errata.

La SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia) ha stilato delle linee guida nazionali, al fine di “fornire a tutti i medici uno strumento idoneo a facilitare la diagnosi e la cura dei pazienti e per contenere la spesa sanitaria”.

Tra i punti cardine di questo documento vi è il ricorso a uno specifico prelievo di sangue per ricercare i cd. Anticorpi anti-transglutaminasi igA, associato al dosaggio delle Immunoglobuline IgA totali”.
Non solo: tra le linee guida compare l’esplicita raccomandazione da parte degli esperti di non incominciare una dieta senza glutine prima di aver terminato l’iter diagnostico che confermi la presenza della malattia; solo dopo aver superato questo step, occorre rivolgersi a un centro specializzato che ne interpreti gli esiti e continui il follow up per valutare l’effettivo venir meno dei sintomi grazie alla dieta di riferimento.

 

Indice

- Che cos’è la Celiachia?

- Celiachia e alimentazione

- Il glutine fa male?

 


Che cos’è la Celiachia?

Si tratta di una malattia infiammatoria dell’intestino che si scatena in soggetti geneticamente predisposti, in seguito all’ingestione del glutine; ne soffrono indistintamente uomini, donne e bambini. Ma che cos’è il glutine? Si tratta di una frazione proteica presente in determinati cereali, che agisce come un collante che tiene insieme il cibo. Può essere reperito in molti tipi di alimenti, anche in quelli che non ci si aspetterebbe.

Quando il glutine attraversa il canale digestivo, entra in contatto con le cellule del sistema immunitario, che, per errore, lo scambiano per una sorta di “nemico invasore”, attaccando sia la proteina, che un determinato enzima, la trasglutaminasi, presente nel tratto digestivo. A lungo andare la mucosa intestinale viene compromessa e non è più capace di rigenerarsi, provocando la regressione dei villi, deputati all’assorbimento delle sostanze nutritive. Questo fenomeno, chiamato “atrofia dei villi” provoca all’individuo carenze nutrizionali, problemi digestivi, nausea, gonfiore, anemia, affaticamento e un maggiore rischio di contrarre malattie anche gravi. La ricerca suggerisce che alcune persone potrebbero avere l’intestino tenue che non lavora come dovrebbe. Il rivestimento potrebbe essere eccessivamente permeabile, permettendo al glutine non digerito di oltrepassare questo rivestimento, raggiungendo il flusso sanguigno e provocando, appunto, infiammazione.


Celiachia e alimentazione

L’eliminazione completa del glutine dal regime alimentare dei soggetti affetti da celiachia non è facile da realizzare, poiché i cereali sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari ed è per renderne più facile l’esclusione che l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) ha suddiviso gli alimenti in tre categorie: alimenti vietati, a rischio e permessi.

Vediamo insieme quali sono gli alimenti pericolosi, da evitare:

Alimenti vietati: grano, avena, segale, farro, orzo, spelta, farina di kamut, triticale, sorgo, farine, amidi, semole, semolini, creme, fiocchi di cereali, crema multicereali, prodotti da forno dolci e salati, pane, pizze, crackers, fette biscottate, biscotti, grissini, toast, merendine o ancora yogurt al malto, latte ai cereali e bevande a base di avena.

Da evitare primi piatti preparati con cereali, farine e derivati etnici come couscous, seitan, bulgur, germe di grano, crusca di cereali, polenta, taragna, malto da cereali.

Come secondi piatti, sono vietati la carne e il pesce impanati e infarinati o miscelati con il pangrattato o cucinati con salse addensate con farine, piatti pronti con formaggio impanati con farine.

Per quanto concerne, invece, i vegetali NO alla frutta disidratata infarinata. Vietati anche il caffè solubile, il caffè surrogato che contiene cereali come orzo e malto e le bevande o preparati a base di cereali con glutine.

Divieto per la birra d’orzo, di malto e di frumento, per il cioccolato con cereali, per torte e biscotti preparati con farine e/o ingredienti non consentiti e, dunque, anche per il lievito di birra, il lievito madre, il seitan e la besciamella d’uso commerciale.


Il glutine fa male?

C’è parecchia confusione in merito al fatto che il glutine possa essere dannoso ma di per sé non lo è per la maggior parte delle persone. Gli esseri umani consumano glutine da quando hanno iniziato a fare il pane. Per le persone sane, il cui organismo non è interessato dalla suddetta infiammazione, non ci sono assolutamente rischi. Tuttavia, i cereali come il grano vengono spesso utilizzati per produrre cibi raffinatissimi che poco hanno a che vedere con l’originaria pianta del grano, alimento “altamente nutriente”.

Alla luce di quanto detto solo le persone con diagnosi di celiachia devono evitare il glutine perche stimola il sistema immunitario a danneggiare l’intestino tenue. Anche chi ha una sensibilità accertata al glutine (di natura non celiaca) dovrebbe evitarlo per alleviare la sintomatologia.

Allo studio, nuovi farmaci capaci di bloccare l’invasione “patogenetica” causata dalla malattia, di cui vi aggiorneremo appena ne verranno rese pubbliche le conclusioni.

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