10 Dicembre 2025
Una bellissima donna bionda di circa 25 anni, incinta è seduta sul divano di casa. Poggia delicatamente la mano sulla gola all’altezza della tiroide, con un’espressione serena e rassicurante.

Il ruolo della tiroide nell’autismo. Un allarme che non si può ignorare

Durante la gravidanza il corpo attraversa una enorme trasformazione. Alimentazione, stile di vita, stress, fattori genetici possono influenzare la salute della mamma e del bambino. Ma c'è un protagonista silenzioso di cui si parla troppo poco: la tiroide.

Questa piccola ghiandola a forma di farfalla, nascosta alla base del collo, è fondamentale importanza per il concepimento e per tutta la gravidanza. In parole povere, senza il suo corretto funzionamento molti meccanismi di adattamento del corpo vanno in tilt. Nei primi mesi, quando il feto non ha ancora una tiroide funzionante, usa gli ormoni tiroidei della mamma per svilupparsi correttamente… sia il cervello che il resto del corpo.

E qui viene il bello (o il brutto, dipende dai punti di vista). Le malattie tiroidee sono comunissime, specialmente tra le donne in età fertile. Parliamo di circa 6 milioni di italiani colpiti (secondo l’Istituto Superiore di Sanità), e la maggioranza sono proprio donne. Nella maggior parte dei casi, i problemi affiorano quando la ghiandola è messa sotto pressione, soprattutto durante i primi mesi di gravidanza, quando deve lavorare per due.

Un eccesso di ormoni tiroidei non controllati (ipertiroidismo) possono causare problemi cardiovascolari alla mamma, aumentare il rischio di aborto o addirittura di morte perinatale. Troppo pochi (ipotiroidismo) possono portare a nascite premature, basso peso del neonato ed effetti sul sistema nervoso centrale del bambino che possono influenzare il suo sviluppo cognitivo. 

Insomma, la tiroide non è proprio un dettaglio trascurabile.

Una recente studio pubblicato su The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ha scoperto qualcosa di vitale importanza: le donne che hanno squilibri persistenti degli ormoni tiroidei durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di avere bambini con diagnosi di autismo. 


Indice


L’importanza degli ormoni tiroidei

In precedenza si è sottolineato l’importanza degli ormoni tiroidei della mamma per il corretto sviluppo del cervello del feto, proprio nel periodo in cui si formano le strutture neurologiche più delicate. Quando questi ormoni vanno in tilt durante la gravidanza, il rischio di disturbi dello spettro autistico aumenta notevolmente.

Non tutte le disfunzioni tiroidee, però, sono uguali!

La ricerca del dottor Idan Menashe dell'Università Ben-Gurion del Negev in Israele ha preso in esame oltre 51.000 nascite. I risultati hanno evidenziato che una disfunzione tiroidea cronica trattata adeguatamente non comporta un aumento del rischio di autismo. Questa è la buona notizia. Insomma, se stai già seguendo una terapia e i tuoi livelli ormonali sono sotto controllo, puoi tirare un sospiro di sollievo.

Il problema nasce quando lo squilibrio persiste per più trimestri senza essere corretto. In questi casi il rischio sale, e di molto. Le madri con disfunzioni tiroidee presenti sia prima che durante la gravidanza avevano un rischio più che raddoppiato di avere un figlio con disturbo dello spettro autistico.

Controllo della tiroide. Quando farlo e ogni quanto
Se stai programmando una gravidanza
Fallo subito, durante la visita preconcezionale.

 

Se sei già incinta
Esegui il primo controllo entro le prime 6–8 settimane.

Se hai uno di questi fattori di rischio: 

  • familiarità per malattie tiroidee;
  • tiroidite, ipotiroidismo o ipertiroidismo in passato;
  • altre malattie autoimmuni (diabete tipo 1, celiachia, vitiligine).

Controllo ogni 4–6 settimane nel primo trimestre, poi ogni 8–12 se i valori sono stabili.

Esami fondamentali
TSH – FT4 – FT3
Durata: prelievo 5 minuti · Risultati in 24–48 ore

Nota utile
In molte regioni italiane lo screening tiroideo in gravidanza è gratuito: chiedi al tuo medico.


Il fattore tempo: più trimestri = più rischio

I ricercatori hanno documentato quello che chiamano un "dose-response pattern". In parole povere? Più a lungo dura lo squilibrio tiroideo durante la gravidanza, maggiore è il rischio di autismo.

Le donne con ipotiroidismo (tiroide ipofunzionante, quindi bassi livelli di ormoni) durante tutti e tre i trimestri avevano una probabilità più che triplicata di avere un figlio con ASD rispetto a chi aveva livelli normali.

Diciamo che è come lasciare il cervello del bambino "a secco" di nutrienti essenziali proprio quando ne ha più bisogno. Non è un'immagine che fa piacere, lo so.

Ma allora cosa fare?

La risposta è più semplice di quanto sembri. Monitoraggio regolare. Punto.

Come ha spiegato il dottor Menashe: "questi risultati sottolineano la necessità di un monitoraggio regolare e di un adeguamento tempestivo della terapia per mantenere livelli normali di ormoni tiroidei durante tutta la gravidanza".

In parole povere, il concetto base è che se hai già problemi di tiroide prima della gravidanza, devi:

  • controllare i livelli ormonali prima di rimanere incinta;
  • fare controlli frequenti durante ogni trimestre;
  • aggiustare la terapia appena necessario, senza aspettare.

Se, invece, scopri di avere una disfunzione tiroidea durante la gravidanza, niente panico! Lo studio ha mostrato che le disfunzioni insorte solo durante la gravidanza non sembravano aumentare significativamente il rischio, probabilmente perché vengono intercettate e trattate subito.

L'Autismo è multifattoriale
L'autismo non ha una causa unica. Genetica, fattori ambientali, età dei genitori, complicazioni in gravidanza... tutto può contribuire. Lo squilibrio tiroideo è solo uno dei tasselli del puzzle. Questo significa che anche controllando perfettamente la tiroide, purtroppo, non si elimina completamente il rischio, ma si riduce una componente importante. La ricerca continua a fare passi avanti per capire meglio questo disturbo complesso che influenza comunicazione, interazione sociale e percezione del mondo.


Chi deve preoccuparsi di più?

Insomma, se rientri in queste categorie dovresti parlarne col tuo medico:

  • hai una storia familiare di problemi tiroidei;
  • hai già sofferto di ipotiroidismo o ipertiroidismo;
  • hai avuto problemi tiroidei in gravidanze precedenti;
  • soffri di altre malattie autoimmuni (come diabete tipo 1 o celiachia).

Un esame del sangue per controllare TSH, T3 e T4 costa poco, si fa in cinque minuti, e può dare informazioni preziosissime. Non è uno di quei controlli che "tanto non serve a niente"... è proprio il contrario!

I limiti dello studio (sì, ci sono sempre)

Per onestà intellettuale, va detto che lo studio ha alcuni limiti. Troppo poche donne nel campione avevano ipertiroidismo (tiroide iperattiva), quindi i ricercatori non hanno potuto analizzare separatamente quel gruppo. La maggior parte dei dati riguarda l'ipotiroidismo.

Inoltre, parliamo di correlazione, non necessariamente di causa diretta. Altri fattori potrebbero essere coinvolti. Ma il pattern è abbastanza chiaro da giustificare maggiore attenzione clinica.

Riflessioni conclusive

La ricerca scientifica continua a scoprire connessioni sorprendenti tra la salute materna e lo sviluppo del bambino. Questo studio sulla tiroide e l'autismo è un esempio perfetto di come un semplice controllo preventivo possa fare un'enorme differenza.

Quindi... se sei incinta o stai programmando una gravidanza, aggiungi "controllo tiroide" alla lista delle cose da fare. E se hai già problemi tiroidei, assicurati che siano ben controllati prima e durante tutta la gestazione.

Il cervello di tuo figlio te ne sarà grato. Letteralmente.

Nota: Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico professionale. Per qualsiasi dubbio o domanda sulla tua salute tiroidea in gravidanza, consulta sempre il tuo medico o endocrinologo di fiducia.

Image

Obiettivo In Salute è un il portale dedicato alla salute, alla prevenzione e al benessere.  Ricco di News, articoli specialistici e consigli utili per migliorare il proprio stile di vita. Questo Sito Internet non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Ultimi Articoli

Menu