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LA FRAGILITÀ DEL GENERE UMANO

LETTERA APERTA DEL DOTT. SALVATORE SISINNI
Specialista in Malattie Nervose e Mentali
Primario ospedaliero di Psichiatria


Un virus ultramicroscopico mette in ginocchio il genere umano senza neppure un preavviso

I latini dicevano: “Tot capita, tot sententiae”. Mai, come in questo periodo questo detto è stato davvero appropriato. Nel nostro Paese, come in tutto il Pianeta, si sta procedendo in ordine sparso, nonostante l’appello delle Autorità (nel nostro Paese, il Presidente Mattarella, il Capo del Governo Conte e il Ministro della Salute) ad essere uniti. Perché – questo è lo slogan – “uniti si vince”. Ed è vero. Ma come si fa ad essere uniti? Le vignette sulla prima pagina dei giornali o di alcune riviste, quasi sempre, parlano più chiaro di quanto lo faccia un editoriale o un lungo articolo. Ne cito una sola, quella del noto vignettista della rivista “L’Espresso” Altan. Uno dei due personaggi della vignetta rivolge il microfono, a mo’ di intervista all’altro. Che risponde: “Sono un scienziato”. Di rimando, l’intervistatore gli chiede “Di destra o di sinistra?”. Che cosa vuol dire se non che non c’è identità di vedute neppure nel mondo della scienza? Un altro rilievo che non bisogna sottovalutare è quello che sto per esprimere. Premetto subito che condivido il gesto di Papa Francesco di qualche giorno fa, quando, coraggiosamente, sfidando il decreto del Governo italiano si è recato in una chiesa di Roma per pregare San Marcellino che, tanti secoli fa, liberò la “Città eterna” da ua epidemia grave, quella della peste. Qualcuno, non io, potrebbe dire che ha violato una legge che, da cittadino, ligio al dovere, era tenuto a rispettare; ma come mai nessun operatore di Polizia lo ha fermato per chiedergli se aveva il modulo di autocertificazione previsto, per vedere che cosa c’era scritto per giustificare i gravi “motivi di necessità” del suo atto? San Marcellino non poteva pregarlo dal suo studio privato? La preghiera non avrebbe avuto la stessa efficacia? E, poi, il suo invito ai sacerdoti a non chiudersi nelle sagrestie, vale a dire a non fare i “Don Abbondio” e ad andare a trovare nelle case chi sta solo, chi ha bisogno, non contrasta con le disposizioni del Governo? E, ancora, perché agli anziani si dice che devono restare a casa quando, poi, il Presidente di un Istituto di previdenza e assistenza medica – l’Enpam – medico di famiglia, in un’intervista in Tv, ha detto che gli anziani devono uscire, ovviamente rispettando le dovute accortezze (non frequentare luoghi affollati, mantenersi alla indicata distanza dalle persone, lavarsi le mani, ecc.), perché, se sono diabetici, camminando la glicemia scende; se hanno l’intestino pigro, come molti anziani hanno, il movimento lo “sveglia”; se sono artropatici – e l’artrosi è la malattia della vecchiaia – le articolazioni col movimento non si “arrugginiscono”.

Io questo suo consiglio lo sto seguendo, servendomi dell’autocertificazione sulla quale ho scritto che mi reco in un negozio di alimentari per comprare qualcosa da mangiare per sopravvivere. Ma se non lo facessi e, cioè, non fossi munito di quella “carta” il carabiniere di turno mi denuncerebbe o mi lascerebbe camminare? Le leggi, secondo me, per essere osservate devono essere applicabili, cioè devono reggere al vaglio del semplice buon senso.

Un’ultima cosa, forse banale ma non troppo: il recente Decreto “Cura Italia” sta dilazionando il pagamento delle bollette di qualche mese – anche se questa epidemia, secondo le previsioni, durerà molto di più – e sta dando il “contentino” di 600 euro ai titolari di partita Iva ma ai “poveri” pensionati che, dopo aver lavorato una vita, godendo di un assegno superiore a tre volte quello minimo, quindi che appartengano alla “media borghesia”, che da un po’ di anni viene trascurata, anzi “tartassata” non merita alcun beneficio. Eppure, se ha investito qualcosa della sua indennità di fine rapporto, per non tenerla in casa, sotto il mattone, in questi giorni con il crollo spaventoso della borsa, a causa dell’epidemia da coranovirus, ha visto falcidiato quel suo tesoretto nel quale aveva riposto tante speranze per sé, per i suoi figli e nipoti. Il Premier Conte non avrebbe dovuto pensare anche a questa categoria di cittadini? A meno che non li consideri cittadini di serie B.

Per finire, si dice da esperti (psichiatri, psicologi, sociologi) che la paura è giustificata ma non il panico. Mi chiedo come mai si possa fare a distinguere la linea di demarcazione tra la paura e il panico. L’altro giorno, un esperto del Ministero della Salute, nel corso di un telegiornale, dettava le regole di comportamento da nseguire in questa situazione di emergenza sanitaria. Ebbene, tra quelle condivisibili e applicabili (il lavaggio ripetuto delle mani, la mascherina, la distanza di almeno un metro, ecc.) ce n’erano altre inapplicabili, secondo me, quali, ad esempio, quella di togliersi le scartpe entrando in casa e di conservarle nella scarpiera o sul davanzale all’esterno della finestra e, addirittura, di togliersi l’abito (cappotto, giacca, pantaloni, ecc.) sostituendolo con il pigiama  

Con profonda stima e distinti saluti.

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