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COME GESTIRE LO STRESS DA MATURITÀ

Ci siamo quasi: anche quest'anno stanno per prendere il via gli esami di maturità, con tutto il loro carico di adrenalina e di emozioni che suscitano non solo nei diretti interessati, gli studenti, ma anche nelle loro famiglie.

È un evento unico e irripetibile che rimane impresso, nel bene o nel male, per tutto il corso della propria vita. C'è, addirittura, chi sogna l’esame di maturità anche a distanza di tanti anni, proprio perché per l'inconscio rappresenta una tappa importante che apre le porte al futuro da adulto, un vissuto veramente significativo che non si dimentica più.

Attenzione allo stress: come gestirlo?
Spesso ad aggravarlo contribuisce il fatto che gli studenti si sentono sotto pressione non tanto perché l'esame di maturità è una verifica in toto delle competenze acquisite, ma perché si pensa che venga valutato il valore di una persona e il suo grado di intelligenza. Ma non è così! Bisogna circostanziare l'evento e tener presente, appunto, che sotto esame è il livello di preparazione e non la persona in sé.

Nei giorni precedenti e per tutta la durata sarebbe bene, dunque, contenere (nei limiti del possibile) la preoccupazione, l'ansia e lo stress che possono solo danneggiare la buona riuscita dell'esame. Un livello eccessivo di ansia, infatti, potrebbe deviare la concentrazione e la memoria.

Vediamo nel dettaglio quali sono i consigli degli esperti per affrontare al meglio l'esame di maturità:

  1. alternare le ore di studio con attività piacevoli e rilassanti, per favorire la calma e la concentrazione: una camminata all'aria aperta, per esempio, è un ottimo modo per allentare le tensioni accumulate;
  2. Non rinunciare al sonno, elemento fondamentale per la buona riuscita dell'esame: se si riducono le ore di riposo notturno, infatti, la memoria ne risente in negativo, così come l'attenzione, l'apprendimento delle nozioni acquisite, la capacità di giudizio e di associazione tra idee. Non solo: anche il tono dell'umore verrebbe compromesso;
  3. A conferma di quanto appena affermato, sarebbe bene evitare caffè o pillole per rimanere svegli a studiare di notte: le alterazioni del ritmo "sonno-veglia" possono soltanto inficiare il recupero delle informazioni. Via libera, invece, al caffè di mattina prima di incominciare a studiare: la caffeina stimola l'attenzione;
  4. Occhio all’alimentazione: per stimolare il cervello e potenziarne le prestazioni, occorre fare “scorta” di acidi grassi omega 3, presenti nel pesce (soprattutto quello “azzurro”) e di Vitamina E, reperibile nell'olio di oliva, nel germe di grano e nella frutta secca.

Come devono comportarsi i genitori? Qual è il loro ruolo?
Gli psicologi non hanno dubbi: i genitori dei “maturandi” devono sostenere e incoraggiare i figli, senza aggiungere ansia inutile e dannosa ma con un accostamento morbido e sereno. I genitori devono accogliere sfoghi e preoccupazioni, ribadendo il concetto che “andrà tutto bene”. Nel caso in cui qualche prova scritta non vada nel migliore dei modi, sarebbe opportuno tranquillizzare il proprio figlio, prospettandogli la possibilità di rifarsi all’orale. “Nulla è perduto” – questo deve essere il senso della consolazione messa in atto dal genitore.

Altra nota importante è quella di evitare i paragoni - ogni persona è a sé e deve misurarsi con le proprie capacità – e  gli annessi rimproveri, che non fanno altro che generare frustrazione.

E in caso di bocciatura?
Molti ragazzi, ogni anno, si misurano con la delusione da “mancato traguardo”. Di fronte a un esito del genere, bisogna analizzare insieme il perché sia successo, senza provocare sensi di colpa ma incoraggiando lo studente a riprovarci. Spesso i genitori alimentano il senso di fallimento invece di spronare a fare di più e a “mettere la testa sulle spalle”. Ci sono ragazzi che rinunciano al sogno della maturità a abbandonano gli studi: nulla di più sbagliato. Nel percorso di studi, come nella vita, successi e insuccessi non mancano, ma se si fa leva sulle proprie risorse personali, i buoni risultati non tardano ad arrivare

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