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PREVENIRE L'INFARTO

LE BUONE PRATICHE CHE CI STANNO A CUORE

E' risaputo oggigiorno che lo stress, la vita sedentaria, gli eccessi alimentari, il fumo e l’assunzione di alcool siano nemici da evitare per la nostra salute e per scongiurare l’insorgenza di varie patologie tra cui l’infarto.

Comunemente per “infarto” si intende la necrosi del tessuto muscolare cardiaco per grave insufficienza del flusso sanguigno.

Oltre alle pratiche fai da te della buona salute, prevenire un infarto vuol dire in primo luogo prendere consapevolezza della storia clinica della famiglia, verificando se all’interno vi siano casi di malattie cardiovascolari, diabete, colesterolo alto e ipertensione e agire di conseguenza.

Fondamentale è il controllo di alcuni parametri attraverso un esame del sangue che valuti i livelli di glucosio (e quindi il rischio di diabete) e quelli del colesterolo totale, “buono” (HDL) e “cattivo” (LDL); utile anche il controllo periodico della pressione arteriosa.

Per quanto riguarda gli esami specifici , di primaria importanza sono l’ECG (elettrocardiogramma) a riposo e l’ECG sotto sforzo, la cosiddetta “ergonometria”.

Per la diagnosi veloce e tempestiva, è indispensabile il ricorso all’ecocardiografia Doppler a colori che permette di stabilire con precisione le dimensioni, l’anatomia e il funzionamento dei ventricoli e delle valvole cardiache.

È bene sottolineare che non sempre l’infarto si riconosce dal male al petto: esso può insorgere, anche, con un dolore al braccio sinistro che si irradia fino alla gola o con palpitazioni continue.

Cosa fare in questi casi?

Prima regola è chiamare tempestivamente il 118 o farsi accompagnare presso il più vicino Pronto Soccorso. Utile nell’attesa può essere l’assunzione di un’aspirina con del latte, che pare eviti la formazione del trombo.

Nota di merito per i defibrillatori, strumenti che potrebbero salvare molte vite umane e che Obiettivo in Salute auspica siano presenti in tutti i centri sportivi e non solo, per permettere di attuare gli interventi di primissimo intervento in attesa dei sanitari.

La prevenzione delle malattie cardiovascolari permette, dunque, di salvare molte vite ma la consapevolezza generale è ancora troppo approssimativa.

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